Brasile: ministro della Difesa nega ipotesi di golpe

Pubblicato il 26 maggio 2020 alle 9:55 in America Latina Brasile

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Il generale Fernando Azevedo e Silva, ministro della Difesa brasiliano, ha negato le voci crescenti secondo cui le forze armate stanno prendendo in considerazione l’idea di lanciare un colpo di stato, una richiesta che è stata insistentemente formulata per mesi da alcuni sostenitori di Jair Bolsonaro in manifestazioni di piazza contro il Parlamento e la Corte suprema, cui ha preso parte il presidente stesso. Azevedo ha riconosciuto che vi è una grande insoddisfazione nei vertice militare brasiliano riguardo alle decisioni della Corte federale suprema (STF) e del Congresso, che hanno limitato o addirittura annullato alcuni decreti presidenziali considerati incostituzionali.

In una dichiarazione ufficiale, il ministro della difesa e il capo delle forze armate hanno espresso “profonda preoccupazione” per il clima di forte tensione tra i poteri pubblici in Brasile, che attribuiscono agli eccessi della Corte suprema federale e del Congresso contro Bolsonaro. Hanno tuttavia garantito che il malcontentodelle forze armate non culmineranno in un colpo di stato, ma potrebbero, tuttavia, portare a un clima ancora maggiore di instabilità istituzionale tra i tre rami, esecutivo, legislativo e giudiziario, proprio nel momento in cui il Brasile affronta il picco della pandemia di coronavirus.

Fernando Azevedo e Silva è stato costretto a prendere una posizione e ancora una volta a negare la preparazione di un colpo di stato dopo che un altro ministro, anch’egli militare, il generale Augusto Heleno, capo dell’ufficio di sicurezza istituzionale (GSI), ha rilasciato venerdì 22 maggio una dichiarazione intesa da tutta la stampa, dalla classe politica, dalla Corte suprema federale e dal parlamento come una minaccia di intervento militare.

Dopo che la Corte federale suprema ha ricevuto e proceduto a richieste puramente amministrative da parte dei partiti di opposizione di sequestrare ed esaminare il cellulare di Jair Bolsonaro, che è indagato da quel tribunale per sospetto di indebite interferenze sulla polizia federale per prevenire azioni contro i suoi figli, sospettati in altre indagini, Heleno ha rilasciato una dichiarazione in cui sosteneva che fosse inaccettabile sequestrare il  telefono del capo dello stato e minacciando che, in caso affermativo, si avrebbero “conseguenze imprevedibili per la stabilità nazionale”. Attaccato dai partiti di opposizione che ne chiedono la destituzione, Heleno è stato difeso da un gruppo di militari della riserva.

Negli ultimi due mesi, è la terza volta che il ministro della Difesa è stato costretto a prendere una posizione ufficiale per negare che le forze armate siano pronte a difendere il mandato di Bolsonaro con le armi.

Nelle due occasioni precedenti, il suggerimento dell’imminente colpo di stato era stato fatto dal Presidente della Repubblica stesso, quando ha preso parte ad atti politici (formalmente proibiti dalla Costituzione) in cui i manifestanti chiedevano la chiusura della Corte Suprema e del Congresso e un intervento militare che avrebbe permesso a Bolsonaro di governare senza limiti. In occasione di una di queste manifestazioni, di fronte al quartier generale dell’esercito a Brasilia, il capo dello stato ha gridato ai manifestanti che le forze armate erano dalla parte del popolo ed erano pronte ad agire per garantire il diritto di attuare i cambiamenti che aveva promesso al Paese durante la campagna elettorale.

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Italo Cosentino, interprete di portoghese

di Redazione

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