Afghanistan: il governo conferma la liberazione di 900 prigionieri talebani

Pubblicato il 26 maggio 2020 alle 16:31 in Afghanistan Asia

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Il governo afghano ha concordato il rilascio di circa 900 prigionieri talebani dalle carceri di tutto l’Afghanistan, il 26 maggio, a seguito della tregua annunciata dai militanti islamisti. 

Già il 25 maggio, il governo afghano ha rilasciato 100 prigionieri talebani come parte di uno sforzo verso la pace nel Paese, secondo quanto ha riferito Javid Faisal, un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale afghano. In risposta alla decisione del governo, Suhail Shaheen, portavoce dell’ufficio politico dei talebani in Qatar, ha dichiarato che l’impegno a concludere la liberazione complessiva di 2000 prigionieri, da parte del governo afghano, è un buon passo. Tuttavia, solo con il rilascio di 5.000 prigionieri si potrà creare un ambiente adatto per il rafforzamento della fiducia. Tale numero era quelle previsto dall’accordo tra Stati Uniti e talebani firmato a Doha, il 29 febbraio.
 
I nuovi progressi verso il dialogo intra-afghano arrivano dopo che i talebani hanno annunciato un cessate il fuoco di 3 giorni in occasione della festa dell’Eid, il 23 maggio. In una mossa reciproca, Ghani ha a sua volta dichiarato un cessate il fuoco. Tuttavia, una fonte di sicurezza ha affermato che 2 incidenti si sono verificati nelle 20 ore successive all’annuncio del cessate il fuoco. Uno è avvenuto nel distretto di Raghistan, nella provincia di Badakhshan, durante il quale sono stati uccisi due militanti, e l’altro si è verificato a Parwan, dove sono stati lanciati due missili sull’aerodromo di Bagram, senza causare vittime. In tale contesto, è necessario ricordare che uno scenario di instabilità caratterizza l’Afghanistan da decenni. I talebani si sono affermati come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali.

Le truppe statunitensi, nel 2001, sono poi giunte Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. Nonostante ciò, Washington rimane impegnata a ritirare buona parte delle truppe dall’Afghanistan, entro 14 mesi dall’accordo di Doha. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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