Il Sudan chiede all’ONU di rimuovere i militari dal Paese

Pubblicato il 25 maggio 2020 alle 20:02 in Africa Sudan

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Il governo sudanese ha chiesto che la nuova missione di peacekeeping delle Nazioni Unite, da dispiegare nel Paese ai sensi del capitolo VI della Carta dellONU, non includa alcun membro militare. “Il programma di assistenza richiesto dal Sudan alle Nazioni Unite non dovrebbe includere alcun personale militare o di polizia. Salvaguardare la sicurezza e mantenere la pace rimane la responsabilità principale del governo sudanese”, ha sottolineato il ministro degli Esteri, Omar Gamareldin, in una nota, domenica 24 maggio.

A inizio anno, il primo ministro sudanese, Abdallah Hamdok, aveva inviato una lettera allONU chiedendo sostegno durante il periodo di transizione verso un sistema pienamente democratico attraverso una nuova missione di mantenimento della pace. La sua richiesta era stata presentata nella consapevolezza che la missione congiunta dell’Unione Africana e dellONU nella regione del Darfur (UNAMID) sarebbe scaduta a marzo.

Il Consiglio di Sicurezza dovrà decidere entro il 31 maggio se ritirare, gradualmente, entro la fine di ottobre, circa 7.800 truppe, note il nome di “Blue Helmets”, facenti parte dell’UNAMID e se stabilire una successiva presenza dellONU in Sudan. Lorgano dovrà inoltre chiarire se questa nuova missione di pace delle Nazioni Unite sarà istituita ai sensi del capitolo VI o VII della Carta.

Il Ministero degli Esteri di Khartoum ha annunciato domenica 24 maggio di aver ricevuto, attraverso la missione permanente del Sudan a New York, una bozza della risoluzione del Consiglio di sicurezza sull’uscita di UNAMID e sul meccanismo che sarebbe entrato in atto successivamente. Il ministro degli Esteri, Asma Mohamed Abdulla, ha chiesto una riunione urgente dei funzionari del Ministero per discutere la bozza e la sua corrispondenza alle richieste avanzate dal governo sudanese. Il Ministero ha dunque dichiarato che, dopo aver esaminato il testo, i funzionari hanno deciso di inviare una serie di proposte all’ambasciata del Sudan presso le Nazioni Unite per iniziare immediatamente a introdurre le modifiche necessarie al progetto e portare avanti le consultazioni per l’approvazione di una risoluzione che soddisfi le richieste contenute nella lettera inviata dal Sudan.

Quando l’UNAMID è scaduta, alla fine di ottobre 2019, il Consiglio di Sicurezza ha deciso all’unanimità di prorogare per un anno la sua missione con numeri invariati fino alla fine di marzo 2020. La missione, che è una forza di pace congiunta con l’Unione Africana, è stata dispiegata nel Darfur, una regione del Sudan occidentale, nel 2007 e, da allora, ha impiegato fino a 16.000 operatori di pace. Secondo le Nazioni Unite, il conflitto nel Darfur, esploso nel 2003 le tra forze sudanesi e i ribelli delle minoranze etniche che si considerano emarginati dal governo centrale, ha provocato circa 300.000 morti e oltre 2,5 milioni di sfollati.

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Chiara Gentili

di Redazione

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