Libia: un report dell’ONU svela una missione segreta di mercenari per Haftar

Pubblicato il 25 maggio 2020 alle 14:53 in Africa Libia

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Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha svelato i dettagli di una missione segreta di forze private occidentali in Libia.  

È quanto reso noto dall’agenzia stampa tedesca, DPAlunedì 25 maggio, dopo essere entrata in possesso di un documento confidenziale, secondo cui almeno 20 persone provenienti dall’Australia, dalla Francia, da Malta, dal Sud Africa, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti sono state coinvolte nel “Progetto Opus”, una missione segreta volta a fornire supporto al generale dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar. Il New York Times specifica che la squadra era guidata da un ex funzionario dell’Aviazione sudafricana, Steve Lodge, il quale aveva in precedenza ricoperto anche un ruolo nell’Esercito inglese e lavorato come contraente militare privato in Nigeria. Gli altri componenti dell’unità, tutti ex militari, erano invece 11 sudafricani, 5 inglesi, 2 australiani e uno statunitense, questultimo un ex pilota. 

Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, la squadra era partita a bordo di un aereo merci da Amman, in Giordania, verso la fine di giugno del 2019. In via ufficiale, i passeggeri erano in viaggio per conto della comunità scientifica, al fine di condurre sopralluoghi geofisici e iperspettrali commissionati dalla Giordania. Tuttavia, gli esperti dell’ONU sostengono che si trattava di una copertura.  

Più nel dettaglio, secondo il documento confidenziale delle Nazioni Unite, i 20 uomini facevano parte di aziende militari private, le quali avevano inviato i propri mercenari per ostacolare le navi da rifornimento bellico partite dalla Turchia e dirette a Tripoli, con l’obiettivo di fermare la consegna di armi per lo schieramento opposto a quello di Haftar. In particolare, il New York Times specifica che il piano prevedeva la creazione di una squadra d’intervento marittimo, dotata di motoscafi ed elicotteri da assalto, al fine di individuare ed ispezionare le navi mercantili sospette. Tuttavia, secondo gli esperti, la squadra di intervento marittimo era a sua volta parte di un piano più ampio, il quale avrebbe compreso anche unità incaricate di sorvegliare l’area e annientare gli obiettivi nemici. 

Secondo quanto scoperto dagli esperti delle Nazioni Unite, la pianificazione della missione segreta era stata principalmente portata avanti da aziende con sede negli Emirati Arabi Uniti, tra le quali figurano la Lancaster6 e la Opus Capital Asset. Le aziende convolte, in particolare, avevano ottenuto sei elicotteri militari dal Sud Africa verso la metà del mese di giugno del 2019, successivamente trasferiti in Botswana via terra e, in un secondo momento, fatti decollare verso Benghazi, in Libia, roccaforte di Haftar. Contemporaneamente, la Opus Capital Asset aveva preso in noleggio da Malta due imbarcazioni gonfiabili militari, al fine di equipaggiarle con mitragliatrici e trasferirle anch’esse a Benghazi, dove erano giunte il 27 giugno.  

La missione, tuttavia, rivela il dpa, era stata dopo soli pochi giorni abbandonata per ragioni ignote e, secondo i dati raccolti dagli esperti, non vi sono prove in merito all’effettivo coinvolgimento dell’unità in attacchi presso il teatro operativo libico.  

A tale riguardo, il New York Times aggiunge che le aziende emiratine responsabili della pianificazione della missione risultano controllate o parzialmente di proprietà di un imprenditore australiano ex pilota di aerei caccia, Christiaan Durrant, considerato a sua volta vicino al più importante imprenditore statunitense nel settore dei mercenari, Erik Prince. Nello specifico, Prince, i cui legami con l’Amministrazione Trump sono recentemente emersi presso il Congresso, ha in passato fornito milizie private al principe emiratino, Mohammed bin Zayedconsiderato, aggiunge il quotidiano, il principale sostenitore estero delle forze di Haftar in Libia. 

Alla luce di ciò, le Nazioni Unite stanno attualmente cercando di capire se Prince abbia ricoperto un ruolo nell’abbandono del Progetto Opus. Da parte sua, un portavoce dell’imprenditore statunitense ha dichiarato che Prince non ha nulla a che fare con le operazioni condotte da milizie private in Libia.  

Per quanto riguarda l’annullamento della missione, il New York Times, a sua volta entrato in possesso dei documenti riservati dell’ONU, ha evidenziato che dopo l’arrivo della squadra a Benghazi, Haftar non era soddisfatto dei mezzi aerei acquistati dai mercenari, ritenuti antiquati. Il comandante dell’LNA, in particolare, credeva di ottenere altri mezzi, inizialmente promessi, ovvero elicotteri da assalto Cobra e un aereo agricolo adattato per svolgere operazioni di ricognizione e guerriglia, un LASA T-Bird, mentre i velivoli acquistati in Sud Africa risultano essere dei Super Puma. 

In tale quadroil New York Times rivela che, non essendo riusciti a raggiungere un accordo con Haftar, i mercenari avevano dunque deciso di rientrare a Malta, ma dopo aver lasciato Banghazi, il 2 luglio 2019, una delle imbarcazioni aveva avuto un guasto ed era stata abbandonata, per cui i 20 uomini erano giunti a Malta a bordo di un’unica nave. Dopo qualche settimana, l’imbarcazione abbandonata era stata trovata dalla Guardia costiera libica. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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