Libia: la Guardia Costiera blocca 387 migranti diretti verso l’Europa

Pubblicato il 25 maggio 2020 alle 20:29 in Europa Immigrazione Libia

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La Guardia costiera libica ha fermato 387 migranti che hanno tentato di attraversare il Mediterraneo negli ultimi due giorni a bordo di cinque barconi. È quanto ha riferito l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), specificando che, con gli ultimi numeri, diventano oltre 1.000 le persone che hanno tentato di raggiungere le coste dell’Europa questo mese nonostante la chiusura dei confini. L’epidemia di coronavirus e l’impennata di combattimenti nel Paese nordafricano per la conquista della capitale, Tripoli, hanno determinato un aumento nel numero di migranti che cercano di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha dichiarato che circa 317 migranti sono stati rimpatriati in Libia, nella notte di domenica 24 maggio. Più di 70 erano già stati fermati in giornata ed erano stati riportati nel Paese nordafricano. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha chiarito che 2 delle persone a bordo delle barche fermate domenica notte sono annegate.

Safa Msehli, portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, ha affermato che i migranti sono stati portati nel centro di detenzione di al-Nasser, nella città di Zawya, a Ovest di Tripoli. Mselhi ha precisato che le partenze dalla Libia sono aumentate nell’ultimo periodo, in concomitanza con “un forte calo delle capacità di ricerca e salvataggio”. Dallo scoppio della pandemia di coronavirus, le principali ONG attive nel Mediterraneo, attraverso imbarcazioni come la Ocean Viking e la Sea-Watch, hanno sospeso le operazioni di salvataggio dei migranti. Inoltre, le interruzioni dei viaggi imposte dalla maggior parte degli Stati hanno costretto i rifugiati delle Nazioni Unite e delle altre agenzie per l’immigrazione a interrompere i voli di reinsediamento per le persone più vulnerabili.

Nel frattempo, sempre nella giornata di domenica 24 maggio, circa 400 migranti sono sbarcati a Palma di Montechiaro, un comune siciliano in provincia di Agrigento, dopo essere stati lasciati da una nave a poca distanza dalla riva. Il Ministero dell’Interno italiano ha riferito che, dal primo gennaio al 15 maggio 2020, sono sbarcate in Italia 4.237 persone con un netto aumento rispetto alle 1.129 arrivate nello stesso periodo dell’anno precedente. I minori non accompagnati arrivati in tale lasso di tempo sono stati 750. I primi cinque Paesi di provenienza dei migranti sono Bangladesh, Costa d’Avorio, Sudan, Algeria e Marocco.

Il 7 aprile, l’Italia ha chiuso i suoi porti alle navi delle ONG per l’intera durata dell’emergenza sanitaria nazionale, dichiarando che non possono essere più considerati sicuri a causa dell’epidemia di coronavirus. “Per tutta la durata dell’emergenza sanitaria nazionale causata dalla diffusione del COVID-19, i porti italiani non possono garantire i requisiti necessari per essere definiti e classificati come porti sicuri”, ha dichiarato il decreto governativo. L’emergenza nazionale dovrebbe protrarsi fino al 31 luglio, secondo le disposizioni attuali, ma la scadenza potrebbe essere estesa. La norma, nello specifico, riguarda “i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti bandiera straniera al di fuori dell’area SAR (ricerca e soccorso) italiana”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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