Afghanistan: presidente annuncia nuovi rilasci di prigionieri talebani

Pubblicato il 25 maggio 2020 alle 13:04 in Afghanistan Asia

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Il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha annunciato che il governo rilascerà fino a 2.000 prigionieri talebani, in risposta al cessate il fuoco di 3 giorni annunciato il 24 maggio, impegnandosi ulteriormente nel processo di pace intra-afghano.

L’11 maggio, il governo afgano aveva sospeso il rilascio di prigionieri talebani, affermando che il gruppo doveva impegnarsi a sua volta a liberare le forze di sicurezza catturate. I rappresentanti di Kabul avevano affermato che almeno 200 persone dovevano essere rilasciate prima di riavviare il processo. Solo 105 prigionieri governativi erano stati liberati a fronte di almeno 1.000 talebani. Questo scambio è parte dell’accordo USA-talebani firmato a Doha, il 29 febbraio.

Il portavoce presidenziale, Sediq Sediqqi, ha reso noto che Ghani ha avviato un processo per liberare fino a 2.000 prigionieri talebani come gesto di buona volontà in risposta all’annuncio dei talebani di un cessate il fuoco durante in occasione della festa dell’Eid del 24 maggio. Sediqqi ha aggiunto che il governo afgano sta estendendo l’offerta di pace e sta prendendo ulteriori provvedimenti per garantire la fine delle violenze. I talebani, da parte loro, avevano annunciato il cessate il fuoco di tre giorni la sera del 23 maggio. La mossa è stata ampiamente apprezzata dagli alleati dell’Afghanistan nel mondo e nella regione.

L’India e l’Iran erano tra questi. L’ambasciata iraniana a Kabul ha dichiarato che il governo di Teheran spera che il gesto contribuirà a rafforzare la fiducia nel processo di pace. Nel frattempo, il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, in una dichiarazione ha accolto con favore “l’annuncio dei talebani di osservare un cessate il fuoco di 3 giorni”. “Abbiamo lavorato duramente per raggiungere questo momento e spero che questa tregua dai conflitti offra agli afgani lo spazio e la sicurezza che meritano di celebrare l’Eid, offrendo al contempo ai talebani e al governo l’opportunità di compiere ulteriori passi verso un futuro pacifico per il loro Paese”, ha affermato Pompeo. 

Tuttavia, una fonte di sicurezza ha affermato che 2 incidenti si sono verificati nelle 20 ore successive all’annuncio del cessate il fuoco. Uno è avvenuto nel distretto di Raghistan, nella provincia di Badakhshan, durante il quale sono stati uccisi due militanti, e l’altro si è verificato a Parwan, dove sono stati lanciati due missili sull’aerodromo di Bagram, senza causare vittime. Uno scenario di instabilità caratterizza l’Afghanistan da decenni. I talebani si sono affermati come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali.

Le truppe statunitensi, nel 2001, sono poi giunte Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. Nonostante ciò, Washington rimane impegnata a ritirare buona parte delle truppe dall’Afghanistan, entro 14 mesi dall’accordo di Doha. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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