Mediterraneo: sbarcati 400 migranti in Sicilia, naufragio in Tunisia

Pubblicato il 24 maggio 2020 alle 18:49 in Immigrazione Italia Tunisia

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A Palma di Montechiaro, nel comune siciliano in provincia di Agrigento, sono sbarcati circa 400 migranti, dopo essere stati lasciati da una nave a poca distanza dalla riva, il 24 maggio. Al momento, tali persone, dopo essersi divise in piccoli gruppi, si sarebbero disperse sul territorio locale. In molti si sono diretti lungo la statale 115 verso Agrigento e starebbero chiedendo aiuto, nella forma di acqua o passaggi, ai veicoli in transito. La polizia e i carabinieri locali sono intervenuti nell’area, supportati anche da un elicottero. La Guardia costiera, invece, si è diretta in cerca della nave che li ha sbarcati.

Nella stessa giornata, al largo delle coste tunisine, la Guardia costiera del Paese Nord-africano ha riferito che il giorno precedente si è verificato il naufragio di un’imbarcazione diretta verso l’Italia, in seguito al quale un migrante è affogato e altri 6 sono ancora dispersi. Stando alle dichiarazioni del portavoce della Protezione civile tunisina, Moez Triaa, l’incidente è avvenuto nelle acque in prossimità della città portuale di Sfax. A bordo dell’imbarcazione vi erano circa 20 tunisini. Le autorità locali hanno arrestato 11 persone e due sono riuscite a fuggire.

La Tunisia è il punto di partenza per molti migranti che cercano di raggiungere l’Europa dal Paese stesso o dall’Africa sub-sahariana. Un portavoce delle Guardia Nazionale tunisina ha dichiarato che nell’ultima settimana sono stati 223 coloro che sono stati arrestati per aver cercato di raggiungere illegalmente l’Europa, di essi 94 provenivano dall’Africa sub-sahariana.

Lo scorso 20 maggio, un cittadino tunisino è morto a Porto Empedocle, in Sicilia, dopo essersi gettato in acqua dall’imbarcazione su cui si trovava, in un possibile tentativo di fuga, su cui la polizia italiana sta investigando. La nave era stata adibita alla quarantena dei migranti a bordo, in quanto, dallo scorso 7 aprile, Roma ha decretato che, a causa dell’imperversare dell’epidemia di coronavirus nel Paese i porti italiani non possono più essere considerati sicuri e ha definito un protocollo sanitario da seguire in caso di arrivi. Per tale ragione, i migranti salvati al di fuori dell’area di ricerca e soccorso (SAR) italiana da unità navali che battono bandiera straniera non potranno più essere portati nel Paese. Inoltre, nel decreto del 7 aprile, è stato stabilito che, a seguito dello sbarco, i migranti dovranno essere controllati dalle autorità sanitarie per verificare eventuali casi di positività al coronavirus. Successivamente, tali persone dovranno essere messe in quarantena su una nave per 14 giorni per poi essere trasferiti in un’apposita struttura d’accoglienza.

Il Ministero dell’Interno italiano ha riferito che, dal primo gennaio al 28 aprile 2020, sono sbarcate in Italia 3.365 persone con un netto aumento rispetto alle 667 arrivate nello stesso periodo dell’anno precedente. I minori non accompagnati arrivati in tale lasso di tempo sono stati 587. I primi cinque Paesi di provenienza dei migranti sono Bangladesh, Costa d’Avorio, Sudan, Algeria e Marocco.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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