Arabia Saudita: presunte ritorsioni contro la famiglia di ex ufficiale dell’intelligence

Pubblicato il 24 maggio 2020 alle 6:35 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Il figlio di un ex ufficiale dell’intelligence saudita, che vive all’estero, ha dichiarato che i membri della sua famiglia sono stati presi di mira per ordine del principe ereditario Mohammed bin Salman, nel tentativo di costringere il padre a tornare nel Regno.

Saad al-Jabri, da anni uno dei principali funzionari dell’intelligence dell’Arabia Saudita, teme per la sua vita da quando si è trasferito in Canada, nel 2017, e ha resistito alle pressioni di Mohammed bin Salman per tornare nel Regno, secondo un rapporto del New York Times. L’articolo della testata statunitense cita il figlio dell’ex funzionario, Khalid al-Jabri, e i suoi colleghi. Khalid ha riferito al giornale che suo fratello, sua sorella e suo zio sono stati arrestati dalle forze di sicurezza saudite e tenuti in isolamento da marzo 2020. “Sono passate settimane e non sappiamo dove siano”, ha affermato. “Sono stati rapiti dai loro letti. Non so nemmeno se sono vivi o morti”, ha aggiunto. Sulla questione, non ci sono stati commenti da parte dell’Arabia Saudita.

Esperto di intelligenza artificiale, Saad ha ricoperto una serie di posizioni di vertice in Arabia Saudita e ha svolto un ruolo chiave nella lotta contro al-Qaeda e nel coordinamento della sicurezza con il suo alleato, gli Stati Uniti. Suo figlio ed ex funzionari statunitensi che hanno lavorato con lui affermano che Mohammed bin Salman vuole costringere al-Jabri a tornare nel Regno, poiché teme chiunque al di fuori del suo controllo abbia accesso a informazioni segrete. Gerald Feierstein, vicepresidente senior presso il Middle East Institute di Washington D.C., che aveva a che fare con al-Jabri mentre prestava servizio come ambasciatore americano nello Yemen, ha riferito al giornale che al-Jabri era a conoscenza di molte questioni delicate e probabilmente poco lusinghiere che riguardavano il principe ereditario saudita.

La carriera dei servizi segreti di Al-Jabri si è conclusa in seguito alla lotta di potere tra Mohammed bin Salman e il principe Mohammed bin Nayef, l’ex principe ereditario. L’uomo si trovava fuori dal Regno nel 2017 quando re Salman elevò il primo al ruolo di erede e gli diede ampia autorità per diventare il sovrano de facto del Regno. Mohammed bin Nayef fu messo agli arresti domiciliari all’epoca, secondo i rapporti. È stato arrestato nel marzo di quest’anno, secondo quanto riferito perché si lamentava privatamente di come il principe ereditario gestiva l’Arabia Saudita. Al-Jabri, visto come un alleato molto stretto di Mohammed bin Nayef, decise di non stabilirsi negli Stati Uniti nonostante i suoi legami profondi nel Paese, perché era preoccupato che l’amministrazione del presidente Donald Trump lo avrebbe rimandato in Arabia Saudita se il principe ereditario lo avesse richiesto. 

Quando al-Jabri lasciò l’Arabia Saudita, le autorità iniziarono a porre restrizioni a 2 dei suoi figli che rimasero nel Regno: Sarah, 20 anni, e Omar, 21 anni. Avevano programmato di studiare negli Stati Uniti, ma a poche ore dall’ascesa di Mohammed bin Salman come principe ereditario, scoprirono che gli era stato proibito di lasciare il Regno, secondo Khalid al-Jabri. I loro conti bancari erano stati congelati e sono stati convocati per essere interrogati e hanno riferito che avrebbero incoraggiato il padre a tornare a casa. Le forze di sicurezza li hanno arrestati nella loro casa nella capitale, Riad, all’alba del 16 marzo, e la famiglia è sempre più preoccupata perché non hanno più avuto notizie. Le autorità hanno poi arrestato anche il fratello di al-Jabri, Abdulrahman al-Jabri, un ingegnere elettrico istruito negli Stati Uniti.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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