L’Iran avverte gli USA, non impediscano fornitura di petrolio al Venezuela

Pubblicato il 23 maggio 2020 alle 18:27 in Iran USA e Canada Venezuela

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Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha minacciato azioni di rappresaglia contro Washington se quest’ultima dovesse causare problemi al transito di petroliere iraniane dirette in Venezuela, il 23 maggio.

In particolare, durante una telefonata con l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, il leader iraniano ha affermato che se le proprie petroliere dovessero avere problemi causati dagli USA nel Mar dei Caraibi o altrove, gli americani subirebbero ripercussioni. L’Iran, a detta di Rouhani, non inizierebbe mai un conflitto ma ha il legittimo diritto di difesa dei propri interessi nazionali, sovranità e integrità territoriale, per tanto si augura che gli americani non commettano errori.

Sono 5 le petroliere iraniane che stanno viaggiando verso il Venezuela per rifornire il Paese di carburante e, al momento, si troverebbero in prossimità dei Caraibi. Secondo i programmi, la prima delle imbarcazioni, chiamata Fortune e battente bandiera iraniana, dovrebbe raggiungere la propria destinazione domenica 24 maggio. La nave ha viaggiato con il proprio segnale satellitare acceso da quando ha lasciato il canale di Suez, all’inizio del mese di maggio. Le altre 4 imbarcazioni stanno seguendo la stessa rotta atlantica della Fortune. Stando a quanto dichiarato dai rispettivi governi, in totale, Teheran fornirà a Caracas 1,53 milioni di barili tra carburante e benzina alchilata.

La fornitura iraniana ha causato uno stallo diplomatico tra Iran, Venezuela e gli Stati Uniti in quanto le prime due sono sottoposte a sanzioni dalla terza. Stando a quanto riferito da Reuters, un funzionario del governo di Washington avrebbe dichiarato che gli USA stanno considerando l’adozione di misure di risposta a tali violazioni, senza tuttavia specificare di che tipo.  Il 21 maggio, un portavoce del Pentagono, Jonathan Hoffman, ha affermato di non essere a conoscenza di alcuna operazione legata a carichi iraniani, ribadendo che, con questa transazione, i due Paesi stanno chiaramente violando le sanzioni internazionali. Di recente, gli Stati Uniti hanno inoltre incrementato la propria presenza navale nel Mar dei Caraibi, annunciando un ampliamento delle missioni contro il traffico di droga in tali acque.

Il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha affermato che le proprie forze armate scorteranno le imbarcazioni iraniane dal loro ingresso nell’area economica esclusiva venezuelana. Caracas sta affrontando una crisi di carenza di carburante in quanto le raffinerie a gestione statale Petróleos de Venezuela S.A. (PDVSA) non sono riuscite a rifornire le stazioni del Paese. Fino allo scorso Marzo, le raffinerie venezuelane hanno lavorato al 10% delle proprie capacità di 1,3 milioni di barili al giorno. Al momento, la produzione di PDVSA è limitata al solo impianto di Amuay e la maggior parte delle unità che producono benzina alchilata non sono in funzione. Per tanto, le importazioni iraniane potrebbero migliorare notevolmente la qualità del carburante locale. A causa della diffusione dell’epidemia di coronavirus, il governo di Caracas ha adottato misure di isolamento che sono risultate in un drastico crollo della richiesta di carburante, che è passata da 170.000 barili al giorno a circa 40.000. Inoltre, una cattiva gestione, la mancanza di personale e le sanzioni americane hanno determinato un grave periodo di crisi per il settore.

Sia l’Iran, sia il Venezuela sono sottoposti a sanzioni da parte degli Stati Uniti che stanno assestando duri colpi alle rispettive economie, soprattutto data la crisi causata dalla pandemia in corso. Tuttavia, la fornitura diretta in Venezuela non è il primo atto di violazione delle sanzioni da parte di Teheran. Il 29 luglio 2019, l’Iran ha sequestrato una petroliera inglese nel Golfo Persico, dopo che il Regno Unito aveva impedito ad una sua imbarcazione l’accesso a Gibilterra, il 5 luglio precedente. In seguito ad un mese di stallo, entrambe le petroliere furono infine rilasciate.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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