Coronavirus: zero casi in Cina, Sud America nuovo epicentro e preoccupazioni dall’Africa

Pubblicato il 23 maggio 2020 alle 8:59 in Africa America Latina Cina

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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Sud America è diventato il nuovo epicentro della pandemia di coronavirus, il Brasile con i suoi 330.890 contagi è secondo solamente agli Stati Uniti, che ne hanno finora contati 1. 601.434. I nuovi casi e i decessi sono in aumento anche nel continente africano, destando non poca preoccupazione. Intanto, la Repubblica Popolare Cinese (RPC) non ha registrato nuove infezioni per la prima volta dalla comparsa del virus.

Durante una videoconferenza del 22 maggio, il direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’OMS, il dottore Mike Ryan, ha etichettato il Sud America come nuovo epicentro della pandemia e ha specificato che il Brasile è il Paese più colpito. Per far fronte all’emergenza, le autorità hanno deciso di utilizzare su larga scala un controverso farmaco anti-malarico, l’idrossiclorochina e, a tal proposito, Ryan ha ripetuto che non vi è sufficiente evidenza clinica a supporto dell’utilizzo di tale trattamento per il coronavirus.

Alcune ricerche hanno messo in discussione l’efficacia del farmaco e hanno affermato che potrebbe provocare problemi cardiaci. In Brasile, la decisione di un suo diffuso utilizzo unitamente ad altre ragioni hanno portato al cambiamento di due ministri della Salute nel giro di un mese. Luiz Henrique Mandetta è stato licenziato dal presidente del Paese, Jair Bolsonaro, lo scorso 17 aprile e Nelson Teich si è dimesso il successivo 15 maggio. Ad oggi, Brasilia ha registrato un totale di 21.048 decessi.

Nella stessa giornata del 22 maggio, l’OMS ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato che il continente africano ha superato il picco di 100.000 casi confermati. Dalla sua comparsa in Egitto lo scorso 14 febbraio, il coronavirus ha colpito tutti i suoi Paesi, provocando la morte di 3.100 persone. Il direttore regionale per l’Africa dell’OMS, Matshidiso Moet, ha affermato che per ora l’arrivo dell’epidemia nel continente non è stato brusco e non ha causato l’alto numero di decessi che è stato invece riscontrato in altre aree del mondo. Tuttavia, Moet ha sottolineato che tale situazione non deve far stare tranquilli i Paesi africani che hanno sistemi sanitari fragili e che non sarebbero egualmente in grado di far fronte ad un improvviso aumento dei contagi.

A proposito della situazione in Africa, anche Ryan ha espresso preoccupazione, sostenendo che nell’ultima settimana 9 Paesi hanno avuto un aumento del 50% di nuovi casi, nonostante altri abbiano assistito a dati stabili o in calo. Il direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie ha evidenziato in particolare la carenza nei servizi di terapia intensiva, nella disponibilità di ossigeno e in quella di ventilatori. Infine, ha affermato che il relativamente basso numero di decessi in Africa potrebbe essere dovuto a fattoti quali l’età media della popolazione, considerando che metà degli abitanti del continente ha 18 anni o è più giovane.

Mentre i dati del Sud America e dell’Africa hanno destato preoccupazione, la Commissione nazionale per la Salute della RPC ha comunicato che nella giornata del 22 maggio nel Paese non sono stati registrati nuovi contagi. Dalla comparsa del virusnella città di Wuhan, lo scorso dicembre, si è trattato della prima volta in cui Pechino non ha comunicato nuove infezioni. Il tasso di crescita dei contagi si era già attestato su cifre basse negli ultimi giorni, con 4 soli casi il 21 maggio. Tuttavia, nonostante tali dati positivi, 2 casi sospetti sono stati individuati a Shanghai, dove sono stati registrati molti dei nuovi casi provenienti dall’estero, e nella provincia Nord-orientale di Jilin, che confina con la Corea del Nord.

Il numero di nuovi contagi nella RPC è in diminuzione dal mese di Marzo e le rigide misure di sicurezza adottate da Pechino hanno contribuito a limitare la diffusione dell’epidemia. Tuttavia, ic’è stato un flusso continuo di casi provenienti dall’estero, a causa soprattutto del rientro di cittadini cinesi da altri Paesi. Inoltre, la provincia di Jilin e quella vicina di Heilongjiang, al confine con la Russia, rappresentano i nuovi possibili centri di contagio. Ad oggi, la RPC ha registrato un totale di 82.971contagi e 4.634 decessi. A livello mondiale, sono state 5.213.557 le persone contagiate e 338.232 le vittime del coronavirus.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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