Spagna: quinta proroga dello stato di allerta

Pubblicato il 22 maggio 2020 alle 6:25 in Europa Spagna

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Il governo spagnolo ha ottenuto la quinta estensione dello stato di allerta, fino al 7 giugno, con il margine più stretto al Congresso dei deputati negli ultimi due mesi. Ancora una volta, sono stati fondamentali i “Sì” dei liberali di Ciudadanos e dei nazionalisti baschi del PNV, al termine di  un dibattito che ha rivelato uno spostamento al centro dell’esecutivo, abbandonato da molte formazioni di sinistra e sempre più vicino ai liberali e ai nazionalisti baschi. Particolarmente chiaro è stato l’avvertimento di Sinistra Repubblicana di Catalogna, che ha sottolineato che l’alleanza con Ciudadanos è incompatibile con il loro sostegno, mentre la sinistra radicale valenciana di Compromís ha votato contro il governo per la prima volta.

La proroga è stata approvata con 177 “sì” di Partito socialista, Podemos, Ciudadanos, PNV, Más País e alcuni partiti regionalisti, ma ha avuto più voti contro che mai: 162, da Partito popolare, Vox, gli indipendentisti catalani di tutti i partiti (Sinistra Repubblicana, Junts per Catalunya e Candidatura di Unità proletaria) e Compromís. Vi sono state undici astensioni della sinistra indipendentista basca Bildu, dei regionalisti di Navarra Suma e Nueva Canarias e della sinistra radicale gallega del Blocco Nazionalista Gallego, oltre a tre deputati che si sono astenuti per errore (una socialista, due di Vox).

Dovrà essere visto, tuttavia, se i sostegni saranno mantenuti per una futura estensione che il governo prevede che dovrà richiedere entro due settimane, poiché Sánchez ha rinunciato alla sua intenzione di prolungare lo stato di allerta per un mese come richiesto da Ciudadanos.

Il presidente del governo,  Pedro Sanchez , ha sostenuto che lo stato di allarme  è l’unico modo possibile per combattere efficacemente il virus”,  è “pienamente legale”  e ha descritto come “falsa” l’idea che possa essere sostituito “da una serie di leggi ordinarie progettate per situazioni ordinarie”. Nonostante ciò, ha aperto a riformare la legge generale sulla salute, la legge sulla coesione del sistema sanitario, la legge generale di sanità pubblica e la legge sulla sicurezza nazionale per monitorare la pandemia in futuro. 

Il Presidente dell’Esecutivo ha sottolineato che il nuovo stato di allarme avrà il solo comando delegato del Ministero della Salute -non più congiunto con Difesa, Interni e Trasporti- e che le Comunità autonome avranno una maggiore capacità decisionale: “Oltre a continuare a esercitare tutti capacità di gestione,  recupereranno la capacità decisionale e le cure primarie acquisiranno maggiore importanza nella gestione della riduzione”. Pertanto, ha augurato “tutto il successo” alle autonomie in questa missione.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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