Polonia: il governo vuole andare al voto il 28 giugno

Pubblicato il 22 maggio 2020 alle 9:15 in Europa Polonia

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Il premier della Polonia, Mateusz Morawiecki, ha rivelato l’intenzione del suo governo di convocare le elezioni presidenziali, inizialmente previste per il 10 maggio, per il 28 giugno. 

È quanto rivelato, giovedì 21 maggio, da The Associated Press, il quale ha altresì specificato che secondo Morawiecki la data rappresenta la migliore soluzione per il rispetto dei propri doveri costituzionali, dato il termine del mandato dell’attuale presidente, Andrzej Duda, fissato al 6 agosto.  

Nelle elezioni, l’attuale capo di Stato, in cerca di un secondo mandato, dovrà confrontarsi con altri 9 candidati, uno dei quali, il sindaco di Varsavia, Rafal Trzaskoswkiesponente della Piattaforma Ciivcasi è aggiunto la scorsa settimana per sostituire Malgorzata Kidawa-Blonska, la quale aveva invitato gli elettori a boicottare le elezioni. Secondo gli ultimi sondaggi, Duda è in testa, mentre il nuovo arrivato è al secondo posto.  

In caso di mancato superamento della soglia del 50%, i due candidati più votati andranno entro due settimane dal primo voto al ballottaggio. 

Le elezioni in Polonia erano state rinviate lo scorso 6 maggio, a soli quattro giorni dalla data inizialmente prevista, il 10 maggio. Secondo quanto dichiarato, il governo aveva deciso di rinviare le elezioni per consentire ai cittadini la possibilità di ottenere in una competizione elettorale democratica. 

La possibilità che il governo rinviasse le elezioni presidenziali era già stata annunciata lo scorso 4 maggio dal vicepremier della Polonia, Jacek Sasin, il quale aveva specificato che il PiS stava considerando il rinvio del voto dopo essere stato accusato di voler dare priorità ai successi politici anziché alla salute dei cittadini. In tale occasione, Sasin aveva specificato che le elezioni sarebbero potute essere rinviate al 17 o al 22 maggio. In aggiunta, anche il capo della cancelleria del premier, Michal Dworczyk, aveva annunciato il probabile rinvio del voto a causa di “tensioni politiche”.   

Nel frattempo, lo scorso martedì 5 maggio, il Senato di Varsavia non aveva approvato la proposta del governo sullo svolgimento delle elezioni per mezzi postali. A tale riguardo, Reuters sottolinea che al Senato detiene la maggioranza l’opposizione, la quale non è a favore dello svolgimento delle elezioni e, per tale ragione, ha richiesto al governo di proclamare lo stato di emergenza. Tuttavia, secondo il diritto della Polonia, una volta rigettata dai senatori polacchi, la proposta ritornerà al voto alla Camera bassa, dove la coalizione di governo ha la maggioranza. In linea con ciò, la coalizione di maggioranza aveva confermato lo svolgimento delle elezioni per mezzi postali.  

Ciò era già stato approvato dalla Camera dei Deputati polacca o scorso 6 aprile, sebbene la misura presentata dal governo avesse attirato numerose critiche. In primo luogo, i cittadini temono che tale sistema possa comunque causare un aumento dei contagi da coronavirus, dovendosi in ogni caso recare presso le cassette postali. In secondo luogo, sono sorti dubbi in merito alla effettiva capacità del servizio postale di Stato di condurre con efficacia un tale sforzo logistico. Tuttavia, una delle principali critiche rimane quella avanzata dai candidati alle elezioni presidenziali, i quali lamentano di non aver potuto svolgere in modo appropriato la campagna elettorale, al contrario del Capo di Stato che, grazie alle sue comunicazioni in materia di coronavirus, ha potuto incrementare il proprio supporto da parte degli elettori.     

In tale contesto, Reuters rivela che il partito di governo è stato più volte accusato di voler sacrificare la salute dei cittadini per assicurare la rielezione dell’attuale presidente, Andrzej Duda, il che, secondo quanto segnalato da Reuters, si rivela cruciale per le speranze del governo di portare avanti la propria agenda politica fortemente conservatrice, dato che il capo di Stato è l’unico ad avere il potere di veto sulle leggi. Data la vicinanza tra Duda e Diritto e Giustizia, alcuni esperti hanno evidenziato la possibilità che il partito di governo volesse esercitare pressioni affinché le elezioni si tenessero in ogni caso il 10 maggio, sfruttando la forza e l’attuale popolarità di Duda, a rischio dopo la fine dell’emergenza. Da parte sua, il PiS ha respinto ogni accusa, dichiarando di voler esclusivamente preservare il regolare rispetto delle procedure democratiche.     

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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