Nigeria: rischio di contrazione economica dell’8.9%

Pubblicato il 22 maggio 2020 alle 20:05 in Africa Nigeria

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Nuove stime fornite dal ministro delle Finanze nigeriano, Zainab Ahmed, suggeriscono che l’economia del Paese africano potrebbe ridursi, nel 2020, dell’8,9%, nel peggior scenario possibile. In tal caso, si tratterebbe di una recessione più profonda di quella precedentemente prevista, causata soprattutto dalla drammatica caduta dei prezzi del petrolio in seguito allo scoppio dellepidemia di coronavirus.

Ahmed ha dichiarato al più alto organo consultivo economico della Nigeria, il Consiglio economico nazionale, che la contrazione potrebbe raggiungere il 4,4% nel migliore dei casi, senza misure fiscali. Tuttavia, con gli stimoli, la contrazione potrebbe essere mantenuta allo 0,59%, ha precisato il ministro.

La pandemia e il crollo del prezzo del petrolio non solo hanno colpito la crescita, ma hanno anche intaccato la principale fonte di reddito del Paese, ovvero il petrolio, creando grandi esigenze finanziarie e indebolendo la moneta.Andremo in recessione, ma quello che stiamo cercando di fare è assicurarci che sia poco profonda in modo da uscirne rapidamente”, ha riferito Ahmed al consiglio durante una riunione virtuale tenutasi venerdì 22 maggio. Attualmente, secondo i dati del Ministero, circa il 40% dei nigeriani vive nella povertà e la crisi potrebbe peggiorare la condizione di molti altri.

Ahmed ha dichiarato che la Nigeria ha avuto oltre 6.000 casi confermati del nuovo coronavirus, ma si potrebbe arrivare a quasi 300.000 entro la fine di agosto. Finora 200 persone sono morte a causa dellinfezione. Un direttore della Banca mondiale che ha preso parte alla riunione ha dichiarato che listituto stava pianificando di creare un pacchetto per consentire un immediato sgravio fiscale alla Nigeria. La proposta vale circa 1,5 miliardi di dollari e potrebbe essere erogata entro settembre.

Le entrate nigeriane del primo trimestre, derivanti dalla vendita di greggio, sono state di circa 2,6 miliardi di dollari. Ahmed ha affermato che i progetti petroliferi e del gas verranno “avviati molto più tardi di quanto inizialmente previsto” a causa dei tagli di bilancio. La produzione di greggio verrà ridotta a 1,7 milioni di barili al giorno rispetto ai 2,1 milioni inizialmente previsti nel piano. Ben Akabueze, direttore generale dell’ufficio del bilancio, ha dichiarato che le entrate petrolifere dovrebbero scendere di oltre l’80%.

La Nigeria, emersa da una recessione nel 2017, stava già lottando con una bassa crescita, pari a circa il 2%, prima che i prezzi del petrolio crollassero. Il Paese, principale esportatore di petrolio africano, fa affidamento sulle vendite di greggio per circa il 90% delle entrate in valuta estera e per più della metà degli introiti dello Stato. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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