NATO: velivoli intercettano mezzi della Russia sul Mar Nero

Pubblicato il 22 maggio 2020 alle 13:34 in NATO Russia

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Coppie di jet da pattugliamento aereo della NATO sono intervenuti, dalla Romania, dalla Bulgaria e dalla Turchia, per allontanare alcuni velivoli militari russi, i quali si stavano addentrando nello spazio aereo dell’Alleanza.  

È quanto rivelato, giovedì 21 maggio, dall’Hurriyet Daily News, il quale ha ripreso le dichiarazioni rilasciate su Twitter dalla portavoce della NATO, Oana Lungescu 

Secondo quanto reso noto, nella stessa giornata, dal Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE), i jet della NATO erano pronti ad intervenire, dimostrando la preparazione dell’Alleanza a proteggere il proprio spazio aereo e la sua prontezza di reazione. 

I mezzi dell’Aviazione militare della Russia erano stati intercettati martedì 19 maggio. Nello specifico, due caccia MiG-21 della Romania erano immediatamente decollati per intercettare due Su-27 russi, i quali, dotati di due bombardieri Tu-22, si stavano addentrando nello spazio aereo della Romania. I due caccia della Romania non si erano avvicinati ai velivoli russi, ma li avevano pedinati portandoli diverse miglia a Sud dalla costa. Tuttavia, dato che gli Su-27 continuavano la loro rotta nei pressi delle coste della NATO, altri caccia MiG-21 erano stati lanciati dalla Bulgaria, pedinando i velivoli russi per allontanarli dal proprio spazio aereo. A quel punto, gli Su-27 si erano diretti verso la Turchia, la quale aveva lanciato i propri F-16 per allontanare i velivoli russi dal Mar Nero.  

Tale risposta, proveniente da più Paesi, ha dichiarato il Comando Aereo della NATO su Facebook, è un chiaro segnale della capacità di reazione dell’Alleanza, i cui aerei sono attivi costantemente, pronti a partire anche in caso di situazioni dubbie nei pressi del proprio spazio aereo. 

Lattività della Russia nei pressi dei confini della NATO erano state oggetto, lo scorso 1° aprile, delle dichiarazioni del segretario generale della NATO, Jens Stoltenbergil quale aveva rivelato di aver registrato un aumento delle attività russe nei pressi del territorio dell’Alleanza. In particolare, Stoltenberg aveva segnalato il lancio di una nuova esercitazione presso il distretto occidentale della Federazione e l’ampia presenza delle flotte della Russia nel Mare del Nord. 

In tale contesto, aveva specificato il segretario generale dell’Alleanza, la NATO ha mantenuto invariata la propria prontezza di reazione, rispondendo ai sospetti sulle intenzioni della Russia di utilizzare la pandemia per mettere alla prova la prontezza della Difesa dell’Alleanza. Da parte sua, la Russia aveva specificato che le sue esercitazioni fossero tese a mettere alla prova la prontezza delle proprie truppe di fronte a qualsiasi ostacolo, in questo caso rappresentato dalla pandemia in atto.   

Poco dopo, il 14 aprile, la Russia era stata accusata, insieme alla Cina, di aver condotto una campagna di disinformazione contro le potenze occidentali, diffondendo false notizie sull’inizio della pandemia, cercando di provocare scontento nei confronti dell’alleanza e tra i suoi stessi membri.  

Tali dichiarazioni erano state rilasciate dall’ambasciatrice degli Stati Uniti presso la NATO, Kay Bailey Hutchisonnel corso di una conferenza stampa online organizzata in previsione del vertice dei ministri della Difesa della NATO, in programma per il giorno successivo. Nello specifico, l’ambasciatrice statunitense aveva dichiarato che la strategia di disinformazione portata avanti da Mosca e Pechino rientra nella modalità di guerra ibrida e cibernetica indirizzata contro l’Alleanza da parte di Russia e Cina, le quali cercano di sminuire l’importanza della NATO in un momento delicato come quello attuale, in cui si è in cerca di protezione e aiuto.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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