Grecia: lockdown nei campi profughi fino al 7 giugno

Pubblicato il 22 maggio 2020 alle 20:23 in Grecia Immigrazione

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Il Ministero greco per le Migrazioni ha annunciato, venerdì 22 maggio, che estenderà fino al 7 giugno il lockdown sulle isole e sulla terraferma per contenere la diffusione del coronavirus nei centri di accoglienza dei rifugiati. Il blocco è stato imposto il 17 marzo scorso e, finora, non è stato riportato alcun decesso per Covid-19 nei campi profughi. Tuttavia, massicci test di screening sono stati condotti da maggio, soprattutto sulle isole greche del Mar Egeo, dove i centri risultano più affollati. Al momento, solo due migranti, approdati a Lesbo a inizio maggio, sono risultati positivi e sono stati messi in quarantena. Nel campo di Moria, che è uno dei più sovraffollati di Moria, non è stato ancora confermato nessun contagio.Per quanto riguarda la terraferma, invece, due campi profughi situati nelle vicinanze di Atene sono stati isolati e messi in quarantena dopo la conferma di decine di casi positivi.

L’accertamento di contagi all’interno dei centri per i migranti dellentroterra greco ha destato immediatamente grande preoccupazione. Si stima che nei campi profughi del Paese vivano più di 100.000 migranti. Di essi, circa 40.000 si troverebbero nei campi sovraffollati delle isole greche. Almeno 70.000, invece, risiedono in altre strutture situate sulla terraferma.

In un’intervista al quotidiano tedesco Deutsche Welle, il 3 aprile, la commissaria per gli Affari Interni dell’Unione Europea, Ylva Johansson, aveva lanciato un allarme generale avvertendo di un possibile focolaio di coronavirus in uno dei campi sovraffollati della Grecia. “Dobbiamo fare di tutto per evitare questa situazione”, aveva affermato la commissaria. Interrogata sulle azioni dell’UE rispetto alla possibile diffusione del virus all’interno dei campi situati nelle isole greche, la Johansson aveva risposto che l’Unione stava lavorando molto duramente per istituire un piano d’azione di risposta alle emergenze insieme alle autorità greche. La priorità, aveva sottolineato, era appunto quella di evacuare immediatamente le persone più vulnerabili in modo che potessero essere messe al sicuro nelle camere d’albergo o negli appartamenti e non essere colpite dal virus. “In più, supporteremo i campi con attrezzature, personale medico e altri tipi di iniziative che stiamo mettendo a disposizione delle autorità greche, dell’IOM e dell’UNHCR con cui stiamo lavorando a stretto contatto per affrontare questa situazione”, aveva aggiunto la commissaria.

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Chiara Gentili

di Redazione

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