El Salvador: Bukele denuncia il Parlamento alla Commissione interamericana per i diritti umani

Pubblicato il 22 maggio 2020 alle 9:02 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha annunciato mercoledì 20 maggio che presenterà una denuncia dinanzi alla Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH) contro l’Assemblea legislativa e la Camera costituzionale della Corte suprema di giustizia per “violazione del diritto alla salute e alla vita del popolo salvadoregno” durante l’emergenza causata dalla pandemia di coronavirus.

Secondo la deputata Margarita Escobar, dell’Alleanza repubblicana nazionalista (ARENA), l’opposizione di destra, la denuncia alla CIDH è inammissibile perché il sistema interamericano “protegge i diritti dei cittadini, non protegge i governi”. Sulla stessa linea l’opposizione di sinistra, il Fronte Farabundo Martí di Liberazione Nazionale (FMLN). 

L’annuncio del presidente arriva dopo che la Camera costituzionale ha sospeso lunedì 18 maggio un decreto esecutivo che estendeva la legge nazionale sull’emergenza, la quarantena e le misure che limitano la mobilità fino al 6 giugno. “L’unico modo per prevenire il virus è rimanere a casa” – ha detto Bukele parlando al Paese.

In risposta alla decisione della suprema Corte, l’esecutivo ha emesso martedì 19 maggio un nuovo decreto che, secondo Bukele, dichiara l’intero paese “zona epidemiologica” e mantiene l’emergenza nazionale e le disposizioni per ridurre il numero di persone nelle strade fino al 6 giugno. “Quel decreto non è stato ancora sospeso e speriamo che non lo sia” – ha dichiarato Bukele in una conferenza stampa.

Mercoledì 20, tuttavia, i rappresentanti del partito di opposizione ARENA hanno presentato ricorso alla Camera costituzionale per ordinare la sospensione del nuovo decreto esecutivo.

D’altra parte, almeno 26 organizzazioni civiche hanno inviato una lettera a Luis Almagro, segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani (OEA), in cui chiedono l’attivazione della Carta democratica interamericana, il cui articolo 18 consente all’agenzia di effettuare visite per analizzare la situazione nel paese. La OEA potrebbe anche studiare la crisi in seno al Consiglio permanente.

“Pretese assurde” – le ha definite il presidente salvadoregno. “Cerchiamo di trovare una soluzione per far fronte a questa emergenza” – ha insistito, accusando l’opposizione di mettere a repentaglio la vita della popolazione.

Bukele ha ribadito che metterà il veto alla Legge approvata lunedì 18 maggio dall’Assemblea legislativa, che prevede di riaprire le attività economiche e sociali in quattro fasi in quattro mesi. Il presidente la considera incostituzionale: “È la norma più assurda che abbia mai visto. Non firmerò quella legge sulla morte” – ha dichiarato.

L’esecutivo ha assicurato che questo presenterà la sua proposta all’Assemblea affinché i deputati emanino una legge nazionale di emergenza che includa una rigorosa quarantena di 15 giorni per poi iniziare ad aprire l’economia gradualmente e con misure di protezione per i lavoratori.

A marzo Bukele ha chiuso i confini del suo Paese prima che El Salvador riferisse ufficialmente di casi di coronavirus, sostenendo che la nazione centroamericana doveva anticipare l’epidemia a causa della debolezza strutturale del suo sistema sanitario. 

L’Assemblea legislativa è dominata dalle due formazioni, ARENA e FMLN, che hanno combattuto una sanguinosa guerra civile (1979-1992) e successivamente si sono alternate per oltre 25 anni alla guida del Paese. Bukele, un liberale anti-sistema uscito dalle fila del FMLN, ha vinto le elezioni presidenziali del febbraio 2019 spezzando il bipartitismo. Nel Parlamento eletto a marzo 2018 siedono 11 deputati filo-governativi a fronte di 73 membri delle opposizioni (48 di destra, di cui 37 dell’ARENA, 23 di sinistra e 3 democristiani). Sin dalla sua elezione il capo dello Stato si è scontrato con il Parlamento su diversi temi, dalla sicurezza agli accordi migratori con Messico e Stati Uniti. I suoi sostenitori apprezzano il decisionismo di Bukele e lo lodano per aver intrapreso azioni decisive che potrebbero aver salvato la nazione centroamericana dai peggiori impatti del coronavirus. Gli oppositori denunciano che sta diventando un uomo forte, sempre più insofferente nei confronti del sistema di contrappesi democratici rappresentati dai poteri legislativo e giudiziario, e lo accusano di violare sistematicamente la Costituzione. 

di Redazione

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