Caccia russi in Libia: i silenzi di Mosca

Pubblicato il 22 maggio 2020 alle 8:30 in Libia Russia

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Almeno “sei aerei da combattimento Mig-29 Fulcrum e due Sukhoi Su-24 Fencer scortati da due caccia Su-35 dell’Aviazione russa” sono arrivati in Libia secondo il ministero degli Interni del Paese nordafricano Fathi Bashagha del governo di accordo nazionale (GNA) per sostenere l’Esercito nazionale libico (LNA) del generale Haftar.

I caccia russi sarebbe stato condotto nel paese dalla base aerea di Khmeimim, nei pressi di Latakia, nella Siria nord-orientale. Non ci sono state conferme ufficiali né immagini satellitari a sostegno di questa affermazione sebbene siano stati osservati alcuni movimenti nelle basi aeree libiche. Il governo di Mosca non ha commentato né smentito e le principali agenzie di stampa russe, solitamente molto dettagliate riguardo allo spiegamento di armi russe all’estero, non riportano la notizia. 

La presenza dei Sukhoi-35 con coccarda dell’Aviazione militare della Federazione è particolarmente sorprendente, dato che la Russia non partecipa ufficialmente al conflitto in Libia e, sebbene appoggi Haftar, ha sempre sostenuto di mantenere un canale aperto anche con il governo di Tripoli. Sembra più probabile che i Su-35 abbiano scortato i MiG-29 e i Su-24, se questi si sono davvero dispiegati in Libia, nella prima parte del loro viaggio dalla Siria e poi sono tornati a Khmeimim.

Non è nemmeno chiaro chi sia il “proprietario” dei MiG, si ritiene che possano essere stati dati in dotazione ai mercenari russi della compagnia Wagner che operano a sostegno del generale Haftar. Alcuni credono che questi siano i 6 MiG-29 che secondo quanto riferito sono volati in Siria via Iran la scorsa settimana. Il canale telegram Zapiski ochotnika (Memorie di un cacciatore, un sito di monitoraggio aereo russo che ha lo stesso nome di un romanzo di Ivan Turgenev) ha dichiarato che un aereo russo Tu-154 è atterrato nella base aerea di Hamadan, in Iran, volando dalla Russia alla Siria, ed è stato scortato da 6 caccia MiG-29. Tuttavia, potrebbe trattarsi anche di MiG venduti dalla Bielorussia ad alleati di Haftar quali Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

Dato il silenzio di Mosca, è difficile stabilire quale ruolo svolgano i MiG e i Sukhoi in questa guerra: mentre i Su-24 sono aerei d’attacco, i MiG-29 possono teoricamente essere usati per scontri aerei e missioni aria-terra. In altre parole, possono rappresentare un deterrente per i droni turchi che sono stati utilizzati con risultati devastanti dal governo di Tripoli nelle scorse settimane. Tuttavia, allo stesso tempo, l’invio di MiG-29 in uno spazio aereo contestato con ancora significative minacce da parte dei sistemi SAM (Surface Air Missile) e MANPADS (Man Portable Air Defence System) esporrebbe i caccia al rischio di essere presi di mira e abbattuti, come è accaduto ad altri jet della Libia National Army Air Force nei cieli sopra la capitale libica.

Da novembre 2019, il governo di Tripoli è stato in grado di respingere gli attacchi delle forze LNA di Haftar, prendendo anche il controllo della base aerea strategica di al-Watiya, a sud di Tripoli. In altre parole, con l’aiuto dei droni turchi e dei sistemi antiaerei, il GNA è stata in grado di raggiungere la superiorità aerea in Tripolitania: solo nelle ultime ore, gli UAV turchi hanno distrutto almeno nove sistemi antiaerei russi Pancir, forniti dagli Emirati Arabi Uniti ad Haftar per proteggere le basi dell’Esercito nazionale libico. 

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

 

di Redazione

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