Repubblica Ceca: Praga condanna le interferenze di Russia e Cina

Pubblicato il 21 maggio 2020 alle 12:08 in Repubblica Ceca Taiwan

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I senatori della Repubblica Ceca hanno votato, mercoledì 20 maggio, a favore della visita ufficiale del Presidente del Senato, Milos Vystrcil, a Taiwan e contro le interferenze di Russia e Cina negli affari interni del Paese. 

Nello specifico, secondo quanto rivelato da Radio Prague, le condanne contro Russia e Cina seguono gli incidenti diplomatici sorti con i due Paesi in seguito, rispettivamente, alla rimozione della statua del Generale sovietico Ivan Konev da Praga e all’annuncio della visita di un senatore ceco a Taiwan.  

Per quanto riguarda le relazioni con la Russia, in particolare, queste si sono inasprite da quando, lo scorso 26 aprile, fonti investigative ceche avevano diffuso la notizia in merito all’inserimento del sindaco di Praga, Zdenek Hrib, nel programma di protezione personale da parte della polizia, dopo che il primo cittadino di Praga aveva sporto denuncia, temendo di essere stato pedinato nei pressi della propria dimora. In aggiunta, le stesse fonti, sostenendo di essere state messe al corrente della situazione da un informatore anonimo dei servizi segreti cechi, avevano rivelato che era giunta a Praga una persona in possesso di documenti diplomatici russi tre settimane prima, con una valigia contenente una sostanza velenosa, con l’obiettivo di assassinare Hrib e un altro politico ceco, Ondrej Kolar, vertice del sesto municipio della capitale ceca, entrambi al centro delle tensioni con la Russia. Tale notizia era stata smentita dall’Ambasciata russa in Repubblica Ceca, la quale aveva accusato il settimanale locale di disseminare false notizie. Anche Dmitry Peskov, un portavoce del presidente della Russia, Vladimir Putin, aveva dichiarato di ritenere una fake news quanto pubblicato dai media investigativi cechi, aggiungendo di non essere al corrente di niente di quanto diffuso. In tale clima, lo scorso 12 maggio, l’Ambasciata russa di Praga aveva richiesto alle autorità della Repubblica Ceca la protezione da parte della polizia di un suo diplomatico. 

Passando invece alle relazioni con Pechino, le tensioni sono sorte già lo scorso 13 gennaio, quando il sindaco di Taipei, capitale di Taiwan, Ko Wen-je, si era recato a Praga per firmare un accordo di gemellaggio con la capitale della Repubblica Ceca. L’accordo segnalava un punto di svolta nelle relazioni con la Cina, dal momento che la precedente città gemellata con Praga era Pechino, la quale considera Taipei parte del proprio territorio. In riposta, il 14 gennaio, Shanghai aveva annunciato di aver tagliato tutti i rapporti con Praga, dichiarando di ritenere che la Repubblica Ceca abbia interferito negli affari interni del Paese, “sfidando il principio della Cina unica”. Contemporaneamente, il presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, aveva annunciato di non voler partecipare al vertice con la Cina, presieduto dal Capo di Stato, Xi Jinping, nel formato 17+1. Ciò avrebbe privato la Cina di uno dei suoi principali sostenitori europei, ma, lo scorso 4 marzo, il presidente della Repubblica Ceca aveva confermato la propria partecipazione all’incontro dei 17 leader dell’Europa centrale e orientale con la Cina.   

In tale clima, lo scorso 10 marzo, il primo ministro della Repubblica Ceca, Andrej Babisaveva invitato la Cina a sostituire il proprio ambasciatore a Praga a causa di una lettera minatoria inviata alle autorità ceche. In particolare, Babis condannava la lettera inviata dall’Ambasciata cinese lo scorso 10 gennaio, nella quale l’ufficio diplomatico annunciava ritorsioni contro le principali aziende del Paese centroeuropeo in caso di visita di un senatore ceco a Taiwan.  

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Jasmine Ceremigna

di Redazione