Regno Unito: arriva la nuova legge sul terrorismo

Pubblicato il 21 maggio 2020 alle 9:15 in Europa UK

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Il governo del Regno Unito ha presentato una nuova legge sul terrorismo, focalizzata sull’inasprimento delle condanne e sul monitoraggio dei sospetti terroristi.  

L’atto, ha specificato, mercoledì 20 maggio, il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Priti Patel, giunge in linea con le promesse di intervento da parte del governo di Londra, alla luce di una serie di attacchi nel Paese. 

In particolare, il governo aveva deciso di modificare la legge sulle Terrorism Prevention and Investigation Measures dopo che un cittadino di 28 anni, Usman Khan, aveva ucciso con un coltello 2 persone, e altre erano rimaste ferite, nei pressi del London Bridge lo scorso 29 novembre. Il responsabile era stato preso da alcuni cittadini e, successivamente, ucciso dalla polizia. Precedentemente, Khan era stato già condannato a sei anni di reclusione per terrorismo e aveva finito di scontare la pena. 

La nuova legge proposta dal governo consentirebbe alle corti di limitare i movimenti di un sospetto terrorista, sottoponendolo a coprifuoco e a localizzazione elettronica per un periodo indeterminato. In aggiunta, le condanne minime aumenterebbero nel numero di anni di reclusione e i criminali più pericolosi, se rilasciati, rimarrebbero fuori per permesso per il resto della loro vita, con il rischio di tornare in carcere. 

Tale inasprimento delle misure ha provocato la reazione degli attivisti del Paese, i quali sostengono che la nuova legge sia una minaccia alla giustizia. In particolare, gli attivisti sostengono che la nuova legge mini alle libertà individuali, sottoponendo i sospetti terroristi a dure restrizioni anche in assenza di prove. 

Tuttavia, da parte sua, il governo sostiene che un simile provvedimento sia necessario per tutelare la sicurezza del Paese. 

Secondo il Global Terrorism Index del 2019, il Regno Unito è tra i primi 30 Paesi del mondo per il livello di impatto del terrorismo, nonché primo dell’UE. La ricerca, condotta dall’Institute for Economics and Peace, indica inoltre che la minaccia terroristica del Regno Unito è maggiore rispetto a quella dello Sri Lanka, dell’Iran, della Russia e di Israele. 

A livello generale, il Regno Unito è al 28esimo posto, con un indice di 5.405, in gran parte dovuto agli attentati che hanno colpito il Paese nel 2017, tra cui quello a London Bridge del 3 giugno, che aveva causato la morte di 11 persone, e quello di Manchester del 22 maggio, in seguito al quale avevano perso la vita 22 persone. Nello specifico, entrambi gli attentati erano stati rivendicati dall’ISIS. Il primo aveva visto un van scagliarsi contro i pedoni lungo il London Bridge per poi dirigersi verso il Borough Market, dove tre uomini erano scesi dal veicolo e avevano attaccato i passanti armati di coltelli. Il secondo, invece, era stato commesso da un uomo, il quale si era fatto esplodere alla fine del concerto della pop-star Ariana Grande. 

La ricerca condotta dal think tank australiano, però, cita anche la minaccia crescente della Nuova IRA, un gruppo militante armato, formatosi nel 2012, che fa parte di una serie di piccole organizzazioni che si oppongono all’accordo del 1998 tra Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda e tra fazioni avversarie all’interno dell’Irlanda del Nord. Tale accordo, conosciuto anche come l’Accordo del Venerdì Santo o Belfast Agreement, rappresenta uno dei più importanti sviluppi del processo di pace in Irlanda del Nord. La Nuova IRA ha dimensioni molto più ridotte dell’IRA attiva prima del 1998, che ha annunciato lo smantellamento dell’organizzazione nel febbraio del 2010.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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