Petrolio: ancora in salita la domanda, ma i timori restano

Pubblicato il 21 maggio 2020 alle 19:29 in USA e Canada

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I prezzi del petrolio sono aumentati nuovamente, mercoledì 20 maggio, grazie ai segnali di ripresa della domanda di greggio e al calo delle scorte petrolifere negli Stati Uniti. Tuttavia, i guadagni hanno continuato a essere limitati a causa delle preoccupazioni per le ricadute economiche della pandemia di coronavirus.

La paura di esaurire lo stoccaggio continua ad allentarsi dopo che la US Energy Information Administration (EIA) ha riferito che le scorte di greggio statunitense sono diminuite di 5 milioni di barili la scorsa settimana, mentre le riserve presso l’hub di Cushing, in Oklahoma, sono diminuite di 5,6 milioni di barili. Le notizie positive alimentano le speranze che il danno peggiore, provocato dal recente drammatico crollo dei prezzi del petrolio, non sia destinato a ripetersi. Negli Stati Uniti, le aziende che forniscono attrezzature e servizi di trivellazione hanno subito un duro colpo nelle ultime settimane, mentre gli esploratori di petrolio e gas hanno messo un freno alla perforazione dei pozzi.

Mercoledì 20 maggio, il fornitore di servizi petroliferi Halliburton Co ha tagliato del 75% il dividendo trimestrale che paga agli azionisti. Si tratta solo dellultima mossa compiuta da una società energetica statunitense per preservare la liquidità. Rival Schlumberger aveva tagliato il suo dividendo ad aprile.

La domanda di carburante sta continuando a salire gradualmente nelle ultime settimane mentre i governi di tutto il mondo hanno iniziato ad allentare le restrizioni imposte per arginare il coronavirus. I dati mostrano che l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e i suoi alleati (OPEC +) stanno rispettando laccordo stipulato il 13 aprile per la riduzione della produzione petrolifera di 9,7 milioni di barili al giorno nei mesi di maggio e giugno 2020.

Nel frattempo, le forze di mercato hanno costretto i produttori di greggio statunitensi a stringere i rubinetti, con una produzione ora di 1,6 milioni di barili al di sotto del picco di marzo. La produzione nel Nord Dakota è diminuita di oltre mezzo milione di barili al giorno. “Questo declino sostenuto arriva nonostante il parziale rimbalzo dei prezzi del petrolio nelle ultime settimane, suggerendo che i produttori si stanno ancora riprendendo dal crollo dei prezzi del mese scorso e forse non condividono l’ottimismo dei mercati più ampi sul fatto che il peggio sia passato”, ha affermato mercoledì 20 maggio in una nota Bethany Beckett, assistente economista di Capital Economics.

Gli analisti avvertono che i deboli utili della raffinazione del greggio potrebbero ritardare una ripresa della domanda. E mentre i dati EIA mostrano che le scorte di carburante statunitense sono aumentate la scorsa settimana, le persistenti preoccupazioni sulla ricaduta economica della pandemia di coronavirus, specialmente negli Stati Uniti, continuano a tenere a freno agli utili. “Ora le carte del gioco sono tutte aperte”, ha detto Paola Rodriguez-Masiu, senior analyst del mercato petrolifero di Rystad Energy. “I principali ostacoli, come il limite delle capacità dello stoccaggio, sono ora alle nostre spalle. Ciò che determinerà come i prezzi si muoveranno da ora in poi è quanto si ridurrà il divario tra domanda e offerta in una determinata settimana”, ha aggiunto.

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Chiara Gentili

di Redazione