NATO: Trump annuncia il ritiro dal trattato con la Russia

Pubblicato il 21 maggio 2020 alle 18:16 in NATO Russia

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Gli Stati Uniti hanno notificato agli alleati internazionali di volersi ritirare dal trattato Cieli Aperti (Open Skies Treaty), siglato nel 1992 ma entrato in vigore il 1° gennaio 2002, firmato da 34 Stati, tra cui la Russia. 

È quanto reso noto, giovedì 21 maggio, da The Associated Press, il quale ha altresì aggiunto che l’Amministrazione Trump ha deciso di ritirarsi dal trattato a causa della condotta della Russia, accusata di violare ripetutamente le disposizioni in merito ai sorvoli. In aggiunta, nel motivare la propria decisione, Washington ha dichiarato di ritenere che le immagini che si ottengono dai voli di ricognizione possono essere ottenute a un costo minore attraverso l’impiego di mezzi satellitari. Ciò nonostante, aggiunge il sito di informazione, il ritiro dal Trattato Cieli Aperti provocherà, secondo gli esperti, l’ira di alcuni membri del Congresso, oltre che un innalzamento dei livelli di tensione con la Russia. 

La possibilità che Washington si ritirasse dall’Open Skies Treaty era già stata segnalata, lo scorso 12 maggio, da un gruppo di ex generali della NATO, i quali avevano invitato l’Europa a prepararsi al possibile ritiro degli Stati Uniti dal Trattato sui Cieli Aperti. Nello specifico, il comunicato congiunto era stato firmato da 16 ex generali, ministri della Difesa e comandanti della NATO, coordinati dall’European Leadership Network. Tra i firmatari vi erano stati anche l’ex Capo di Stato Maggiore della Difesa del Regno Unito, il generale David Richards, l’ex Capo di Stato Maggiore tedesco, il generale Klaus Naumann, e l’ex comandante delle Forze dell’Aviazione della Francia, il generale Bernard Norlain.   

Il ritiro di Washington dal trattato, secondo quanto evidenziato dal comunicato, comporterà la perdita da parte degli Stati Uniti del diritto di condurre voli di ricognizione in Russia, la quale però potrà continuare a effettuare i propri sorvoli in Europa, raccogliendo comunque informazioni sulle basi militari statunitensi in territorio europeo. In tale contesto, i 16 firmatari della dichiarazione avevano invitato gli Stati europei della NATO a rimanere nel Trattato sui Cieli Aperti, sottolineando che il 55% dei sorvoli sono effettuati da parte di Stati europei, i quali sono al tempo stesso anche la destinazione di circa il 59% dei voli di ricognizione della Russia. Ciò mostra che l’Europa ha interesse a proseguire coni propri sorvoli in Russia e che Mosca, al tempo stesso, è interessata a continuare i propri voli di ricognizione in Europa.  

Il trattato sui Cieli Aperti (Open Skies Treaty) è stato siglato a Helsinki il 24 marzo 1992 e, attualmente, conta 34 Paesi firmatari. La Russia ha ratificato il documento nel maggio 2001. In base a quanto sancito dal Trattato, i Paesi hanno la possibilità di condurre voli di ricognizione controllati, ovvero in presenza di personale di altri Stati, al fine di raccogliere informazioni circa le attività militari degli altri Paesi firmatari. Gli esperti a bordo degli aerei vengono sempre scortati da funzionari locali che verificano il rispetto rigoroso dei parametri di volo concordati e l’utilizzo delle attrezzature conformemente alle disposizioni del Trattato. In tale contesto, il documento è considerato un elemento di riduzione del rischio dello scoppio di un conflitto in caso di errori di calcolo.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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