Iraq: arrestato un leader dell’ISIS, possibile successore di al-Baghdadi

Pubblicato il 21 maggio 2020 alle 9:03 in Iraq Medio Oriente

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I servizi di intelligence iracheni hanno riferito di aver arrestato uno dei maggiori leader dello Stato Islamico, Abdulnasser al-Qirdash, candidato alla successione della precedente guida, Abu Bakr al-Baghdadi.

Secondo quanto riferito sia da al-Arabiya sia da al-Jazeera, l’annuncio è giunto nella giornata del 20 maggio, attraverso una breve dichiarazione dell’intelligence irachena in cui si afferma: “Il terrorista di nome Abdulnasser al-Qirdash, il candidato a succedere al criminale al-Baghdadi, è stato arrestato”. Tuttavia, non sono stati riportati ulteriori dettagli sull’operazione che ha condotto all’arresto del leader, né sono stati specificati il luogo e l’ora dell’arresto. È stata l’agenzia di stampa irachena a riferire che al-Qirdash era stato a capo della commissione per le negoziazioni dell’organizzazione terroristica ed aveva prestato servizio anche nel corso del mandato di Abu Musab al-Zarqawi. Tra le ultime attività, hanno aggiunto i media iracheni, al-Qirdash ha guidato altresì le operazioni condotte in Siria, presso al-Baghouz.

Risale al primo novembre scorso l’annuncio dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante in cui è stata confermata la morte del precedente leader dell’organizzazione, Abu Bakr al-Baghdadi, ucciso a seguito di un’operazione nel Nord della Siria coordinata dalle forze statunitensi, il 27 ottobre. Come riferito dall’ISIS stesso, a succedere ad al-Baghdadi vi era stato Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi. Al-Jazeera ha specificato che di solito lo Stato Islamico usa pseudonimi per i suoi leader e membri per proteggerli da procedimenti giudiziari e arresti, e, pertanto, al-Qirdash corrisponderebbe ad al-Qurayshi. 

L’operazione dell’intelligence irachena coincide con una escalation della minaccia terroristica in Iraq, che ha portato le forze armate e di sicurezza del Paese a mobilitarsi ulteriormente per sconfiggere i gruppi terroristici ancora attivi.  A tal proposito, secondo quanto riferito dal Media Security Cell il 17 maggio, l’apparato di sicurezza iracheno ha dato avvio ad una nuova operazione, dal nome “Leoni dell’isola”, il cui obiettivo è far fronte alle cellule dormienti dello Stato Islamico tuttora attive nell’Ovest di Salah al-Din, nel Sud di Ninive, nel Nord di Anbar e in alcune are al confine siro-iracheno, su un totale di undici assi. Kirkuk, Salah al-Din e al-Anbar fanno parte di una zona che in Iraq è stata soprannominata il “triangolo della morte”, e rappresentano i maggiori obiettivi dell’organizzazione terroristica.

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017. Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS, dopo tre anni di battaglie. In particolare, è stato il primo ministro dell’Iraq allora in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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