Francia: compare in tribunale uno dei maggiori responsabili del genocidio ruandese

Pubblicato il 21 maggio 2020 alle 14:44 in Francia Ruanda

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Felicien Kabuga, ritenuto tra i responsabili del genocidio di circa 800.000 persone avvenuto in Ruanda nel 1994, è comparso davanti a un tribunale francese, mercoledì 20 maggio, quattro giorni dopo il suo arresto ad Asnieres-Sur-Seine, nei pressi di Parigi. L’uomo era ricercato da più di 20 anni e sulla sua cattura gli USA avevano posto una taglia da 5 milioni di dollari. Uscendo dall’aula del tribunale, ha alzato in aria il pugno mentre diversi parenti, incluso un figlio, esprimevano il loro incoraggiamento nei suoi confronti.

Nella sua prima apparizione in pubblico dopo oltre un quarto di secolo, l’85enne Kabuga è stato portato in tribunale su una sedia a rotelle, indossando jeans, un maglione blu e una mascherina sul volto. L’uomo, il più ricercato del Ruanda, è accusato di aver finanziato e armato le milizie etniche Hutu, responsabili del massacro di migliaia dei membri della tribù dei Tutsi e degli Hutu moderati. I procuratori delle Nazioni Unite, tra gli altri crimini, attribuiscono a Kabuga l’accusa di genocidio ed incitamento al genocidio.

I suoi avvocati hanno dichiarato, prima dell’udienza, che l’uomo ha il diritto di essere ritenuto innocente. Kabuga, inoltre, si è opposto al trasferimento presso un tribunale delle Nazioni Unite che si occupa di crimini contro l’umanità, con sede ad Arusha, in Tanzania. L’avvocato difensore, Laurent Bayon, ha chiarito davanti alla corte che Kabuga vuole essere processato in Francia. I tre giudici del tribunale, tuttavia, decideranno entro la prossima udienza, prevista per il 27 maggio, se consegnare l’imputato nelle mani dei tribunali penali dell’ONU. Secondo il procuratore capo dell’UNInternational Residual Mechanism for Criminal Tribunals, intervistato in condizioni di anonimato dall’agenzia di stampa Reuters, il tribunale avrebbe già richiesto il trasferimento di Kabuga alla custodia delle Nazioni Unite.

Un tempo magnate del tè e del caffè, Kabuga è accusato di essere il maggior responsabile del genocidio ruandese, al quale avrebbe contribuito attraverso il finanziamento delle milizie che hanno effettuato i massacri e l’importazione di un gran numero di armi e machete. L’uomo è stato anche comproprietario di Radio Television Milles Collines, la stazione radiofonica che trasmetteva messaggi anti-Tutsi per alimentare l’odio etnico.

Arrestato all’alba di sabato 16 maggio, Kabuga viveva nel piccolo comune francese della regione dell’Île-de-France sotto falsa identità. Il Ministero della Giustizia francese ha affermato che dal 1994 in poi l’uomo ha abitato impunemente in Paesi quali la Germania, il Belgio, la Repubblica Democratica del Congo, il Kenya e la Svizzera.

Il procuratore genrale del IRMCT, Serge Brammertz, ha dichiarato che l’arresto di Kabuga dimostra come tutti i responsabili di genocidi possono essere chiamati a rispondere dei propri crimini, anche 26 anni dopo averli commessi. Brammertz ha poi specificato che l’arresto è stato possibile grazie alla cooperazione tra le forze dell’ordine francesi e quelle di altri Paesi come gli USA, il Ruanda, il Belgio, il Regno Unito, la Germania e i Paesi Bassi. Dopo l’arresto del ricercato, sono ancora a piede libero altri due sospetti responsabili del genocidio, Augustin Bizimana e Protais Mpiranya.

Kabuga appartiene all’etnia Hutu che insieme ai Tutsi rappresenta il principale gruppo etnico del Ruanda. Le relazioni tra le due parti sono state sempre tese fino allo scoppio, nel 1990, di una guerra civile che si protrasse fino al 1993. Tra il 7 aprile e il 15 luglio del 1994, alcune milizie armate uccisero circa 800.000 persone tra i Tutsi e gli Hutu moderati. In Ruanda sono stati innumerevoli i conflitti tra la tribù degli Hutu e quella dei Tutsi. Nel 1959, quando il Belgio cedette il controllo del Paese ai primi si verificò un grave scontro etnico, a seguito del quale iniziò un lungo periodo di segregazione e massacri nei confronti dei Tutsi e degli Hutu moderati. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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