Bangladesh: ondata di arresti ai sensi del controverso Digital Security Act

Pubblicato il 21 maggio 2020 alle 14:50 in Asia Bangladesh

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Almeno 20 giornalisti in Bangladesh sono stati accusati e molti di questi sono stati arrestati ai sensi del controverso Digital Security Act (DSA), nel mese di aprile 2020, sollevando preoccupazioni per la libertà di espressione nel Paese. 

I giornalisti in questione sono stati incriminati ia seguito della pubblicazione di contenuti critici nei confronti del governo, spesso in riferimento alla gestione della pandemia di coronavirus. Quasi 60 accuse sono state rivolte a più di 100 persone, tra cui 22 giornalisti, ai sensi del DSA, dal primo gennaio 2020 fino al 6 maggio, secondo quanto riferisce il quotidiano Al-Jazeera English. Il giornalista senior, Shafiqul Islam Kajol, è scomparso il 10 marzo, un giorno dopo che un politico del partito della Lega Awami aveva presentato un procedimento penale per diffamazione contro di lui per aver pubblicato su Facebook contenuti “falsi, offensivi, ottenuti illegalmente e diffamatori”. Kajol è un fotografo ed editore della rivista bisettimanale Pakkhakal. L’uomo è stato ritrovato, in custodia della polizia, 53 giorni dopo, al confine tra India e Bangladesh.

Il DSA è una legge che le associazioni a tutela dei diritti umani hanno definito “draconiana”. Nel caso di Kajol sono state imputate 3 accuse e l’uomo rischia 7 anni di prigione. Anche un altro caporedattore, Motiur Rahman Chowdhury, è stato accusato di violazione del DSA. Amnesty International ha dichiarato che Kajol è stato arrestato per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione. “Shafiqul Islam Kajol deve essere rilasciato immediatamente e incondizionatamente”, ha affermato l’associazione il 6 maggio. Anche Monorom Polok, il figlio di Kajol, ha chiesto la liberazione di suo padre. “Non ha ancora avuto la possibilità di fare appello davanti a un tribunale poiché i tribunali sono ora chiusi a causa del blocco COVID -19”, ha reso noto Polok. “Per umanità e gentilezza, facciamo appello al nostro governo affinché consideri le condizioni di salute preesistenti di mio padre e il suo stato mentale e lo rilasci immediatamente e lasci cadere tutte le accuse contro di lui”, ha aggiunto.

Anche altri giornalisti che hanno denunciato le misure del governo per contenere la diffusione del coronavirus sembrano essere stati presi di mira. Il 6 maggio, almeno 11 persone, tra cui un fumettista, 2 giornalisti e uno scrittore, sono stati accusati di “diffondere voci e svolgere attività antigovernative”. Anche la giornalista svedese-bengalese, Tasneem Khalil, la giornalista statunitense, Shahed Alam, e il blogger, Asif Mohiuddin, hanno subito accuse simili ai sensi del DSA. Lo stesso giorno, Didarul Islam Bhuiyan, un membro di un’organizzazione politico-civile, Rashtrachinta, è stato arrestato per un post su Facebook. “Mio marito non è stato coinvolto in alcun atto criminale, ma è stato prelevato da agenti in borghese”, ha dichiarato Dilshan Ara, moglie di Bhuiyan. L’uomo aveva pubblicato alcuni articoli sui social media che criticano la corruzione nel processo di distribuzione dei soccorsi. “Vogliamo il suo rilascio immediato, potrebbe essere esposto al coronavirus all’interno della prigione”, ha affermato la moglie. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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