Algeria: arrestati 3 attivisti dell’opposizione

Pubblicato il 21 maggio 2020 alle 16:34 in Africa Algeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In Algeria, tre attivisti dell’opposizione sono stati condannati a pene detentive, della durata massima di un anno e mezzo, in seguito alla pubblicazione su Facebook di una serie di post ritenuti potenzialmentedannosi per l’interesse nazionale.

Soheib Debaghi ha ricevuto una condanna di un anno con l’accusa di aver incoraggiato raduni illegali, insultato un ente statale e pubblicato materiale potenzialmente rischioso. La notizia è stata resa nota dal Comitato Nazionale per la Liberazione dei detenuti (CNLD), mercoledì 20 maggio. LONG Amnesty International, dal canto suo, ha affermato che altri due attivisti, Larbi Tahar e Boussif Mohamed Boudiaf, sono stati condannati a 18 mesi di reclusione da un tribunale della città occidentale di El Bayadh. Il motivo è sempre da ricercarsi nella pubblicazione su Facebook di post lesivi dellinteresse nazionale algerino.

Attivisti e analisti temono che le autorità stiano usando la pandemia come pretesto per schiacciare il movimento di protesta Hirak. Il governo ha vietato le manifestazioni per evitare la diffusione del nuovo coronavirus, ma l’opposizione aveva già deciso di sospendere i suoi raduni. Secondo il CNLD, circa 50 persone sono attualmente detenute per legami con il movimento.

A fine aprile, Amnesty International aveva esortato le autorità a porre fine a “procedimenti arbitrari volti a mettere a tacere attivisti e giornalisti dellHirak” durante la pandemia, e aveva chiesto il rilascio immediato dei detenuti. Lorganizzazione per la difesa dei diritti umani aveva poi sottolineato che le autorità stavano altresì mettendo in pericolo la salute dei detenuti per via del fatto che le carceri sono considerati luoghi a rischio per lesplosione di focolai di COVID-19.

In Algeria, il movimento pro-democrazia “Hirak”, che è riuscito ad abbattere il regime dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, è iniziato il 22 febbraio 2019, chiedendo, con mezzi pacifici, l’avvio di riforme politiche strutturali. La situazione è diventata più agitata dopo che Bouteflika ha annunciato che avrebbe cercato di concorrere per un quinto mandato presidenziale consecutivo. A quel punto, le forze di sicurezza hanno cominciato a utilizzare la forza per disperdere i manifestanti, arrestando i leader e gli organizzatori delle proteste. Con il nuovo presidente Abdelmadjid Tebboune, invece, i toni sembravano essere più pacati e la strategia del governo sembrava più tollerante verso i manifestanti. Con lo scoppio dell’epidemia di coronavirus, tuttavia, il movimento è stato costretto a sospendere le sue proteste da metà marzo e il giro di vite contro gli oppositori del regime e contro alcuni media indipendenti sembra essere ripreso.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.