Medio Oriente e Libia: vertice tra Turchia, Francia, Germania e Regno Unito

Pubblicato il 20 maggio 2020 alle 16:41 in Europa Turchia

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I ministri degli Esteri di Turchia, Francia, Germania e Regno Unito hanno partecipato a un vertice in videoconferenza per discutere del contrasto al coronavirus e delle tensioni in Libia, Siria e Iraq. 

È quanto rivelato, martedì 19 maggio, dall’agenzia stampa turca, Anadolu, la quale ha ripreso un comunicato ufficiale rilasciato dal Ministero degli Esteri di Ankara. Nello specifico, secondo quanto reso noto, al vertice hanno partecipato il ministro della Turchia, Mevlut Cavusoglu, e i suoi omologhi di Germania, Heiko Maas, Francia, Jean-Yves Le Drian, e Regno Unito, Dominic Raab. L’incontro, aggiunge Anadoluè stato organizzato per riprendere il discorso avviato in occasione dell’ultimo vertice del quartetto, avvenuto lo scorso 17 marzo. 

In occasione della videoconferenza del 19 maggio, i 4 omologhi hanno avuto l’occasione per scambiarsi i propri punti di vista sugli argomenti al centro del vertice. Al termine dell’incontro, CavusogluMaas, Le Drian e Raab hanno deciso di riunirsi nuovamente per un nuovo vertice, per il quale tuttavia non è stata ancora decisa una data. 

In origine, aggiunge Ahval, i quattro ministri degli Esteri avrebbero dovuto incontrarsi ad Istanbul. Tuttavia, alla luce dell’emergenza da coronavirus, il vertice era stato cancellato e sostituito con una videoconferenza. 

Per quanto riguarda invece l’incontro dello scorso 17 marzo, l’Hurriyet Daily News ricostruisce che questo aveva visto la presenza dei leader dei quattro Paesi, ovvero Recep Tayyip Erdogan, Boris Johnson, Angela Merkel ed Emmanuel MacronIn tale occasione, i 4 vertici avevano affrontato il tema della crisi in Siria, focalizzandosi in particolar modo sugli aiuti umanitari per la provincia nordoccidentale di Idlib e sull’emergenza migratoria, e della sinergia da implementare nel contrasto al coronavirus. 

In aggiunta, i quattro vertici avevano affrontato anche il tema degli sviluppi in Libia e dei rapporti tra Turchia e Unione Europea in materia di immigrazione. In particolare, quest’ultimo punto era stato affrontato alla luce della decisione presa dalla Turchia lo scorso 28 febbraio, quando aveva dichiarato che non avrebbe più trattenuto sul proprio territorio i migranti intenzionati ad entrare nell’UE. Precedentemente, nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. La Turchia, però, afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso e in seguito alla sua decisione sull’apertura dei confini, migliaia di rifugiati bloccati al confine tra Turchia e Grecia si sono scontrati con la polizia greca in numerose occasioni. 

Nel frattempo, il 20 maggio, rivela l’Hurriyet Daily NewsCavusoglu ha avuto un vertice telefonico con il suo omologo russo, Sergey Lavrov. In tale occasione, i due hanno affrontato il tema del contrasto al coronavirus e delle tensioni nella regione. Nella stessa giornata, mezzi militari turchi e russi hanno eseguito il dodicesimo pattugliamento congiunto nella provincia di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria. L’operazione rientra nello sforzo di cessare tutte le azioni militari lungo la linea di contatto nell’area di de-escalation di Idlib. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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