Malta accusata di aver spinto un barcone in difficoltà verso le coste italiane

Pubblicato il 20 maggio 2020 alle 17:45 in Immigrazione Italia Malta

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Le Forze armate di Malta (AFM) sono state accusate di aver allontanato dalle loro acque un barcone che trasportava circa 100 migranti e di averlo spinto verso l’Italia. Un articolo del quotidiano inglese The Guardian, pubblicato mercoledì 20 maggio, ha riportato alcuni filmati esclusivi che mostrano una nave dell’AFM mentre si avvicina a un piccolo gommone alla deriva nelle acque territoriali maltesi e che, invece di trarre in salvo i passeggeri, fornisce loro il carburante e le coordinate per continuare il loro viaggio verso l’Italia. Dai video si vedono poi molti migranti che saltano in acqua per cercare di raggiungere la nave maltese, pensando erroneamente di poter essere salvati.

“Sono venuti da noi e ci hanno detto che Malta ha un virus chiamato corona, che tutti i cittadini dell’isola sono malati e che il Paese è piccolo e non potevano portarci tutti a riva”, ha riferito al Guardian uno dei passeggeri che alla fine è arrivato a Pozzallo, in Sicilia, il 12 aprile. “Ci hanno dato alcuni giubbotti di salvataggio rossi, un nuovo motore e il carburante e ci hanno detto che ci avrebbero mostrato la strada per l’Italia. Poi ci hanno puntato le pistole e ci hanno detto: Vi diamo 30 minuti”, ha aggiunto il sopravvissuto nella sua testimonianza.

Il filmato dell’incidente, inizialmente inviato ad Alarm Phone, il servizio di assistenza telefonica per i migranti in difficoltà nel Mediterraneo, ha contribuito a scatenare le successive reazioni dell’Italia e di Malta. A inizio aprile, entrambi i Paesi hanno dichiarato i loro porti “non sicuri” a causa dell’epidemia di coronavirus e hanno chiuso i loro confini alle ONG deputate al salvataggio e allo sbarco dei migranti. Di conseguenza, le navi che trasportavano richiedenti asilo sono state spesso lasciate alla deriva per diversi giorni nelle zone di ricerca e soccorso europee (SAR).

Un rapporto che Alarm Phone ha condiviso con il Guardian afferma che negli ultimi mesi, e specialmente nell’aprile 2020, l’organizzazione ha documentato una serie di azioni intraprese dalle autorità maltesi per respingere i migranti fuori dalla zona SAR di Malta, sabotare le loro barche ed evitare di fornire assistenza e salvataggio alle persone, lasciandole morire al largo delle coste maltesi o, in alcuni casi, organizzando il loro ritorno forzato in Libia attraverso navi private.

Quando il gommone con circa 100 migranti a bordo ha raggiunto Pozzallo, le autorità italiane sono rimaste stupite del fatto che una nave così piccola e con così tante persone avesse potuto compiere un viaggio di 500 km dalla Libia verso l’Italia. Navi di queste dimensioni, ha argomentato il Guardian, raramente possiedono abbastanza carburante per una simile traversata. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, aveva affermato, il 13 aprile: “È senza dubbio la nuova strategia dei trafficanti, che molto probabilmente hanno trasferito molte persone disperate da una nave grande a una più piccola”. Tuttavia, poche settimane dopo il loro arrivo in Italia, alcuni dei 101 sopravvissuti si sono fatti avanti per fornire immagini e filmati, fatti attraverso i telefonini, dove venivano mostrate alcune delle tattiche utilizzate dall’AFM.

Il gruppo era partito da Zliten, a Est di Tripoli, la sera dell’8 aprile. Dopo tre giorni, la mattina dell’11 aprile, aveva incontrato le navi di Malta. “Abbiamo visto grandi navi commerciali”, ha dichiarato uno dei sopravvissuti. “Ma non ci hanno fatto avvicinare. Intorno alle 5 del mattino, quando il sole ha iniziato a sorgere, abbiamo visto Malta, abbiamo visto gli edifici dell’isola. Eravamo tutti felici e urlavamo di gioia”, ha aggiunto l’uomo. I migranti hanno quindi affermato di essere stati intercettati a un certo punto dalle navi di Malta, ma solo per ricevere qualche equipaggiamento. “Ci hanno dato giubbotti di salvataggio e circa 20 o 25 persone sono saltate in acqua e hanno rischiato di annegare”, ha rivelato un altro sopravvissuto. “Quindi la nave ha iniziato a girare su di sé in modo da non farci raggiungere la costa. Probabilmente ci avrebbero ucciso. Hanno creato onde turbolente e ci hanno intimato di tornare indietro”, ha aggiunto.

Secondo i testimoni, una seconda nave delle AFM è poi arrivata sul posto e un ufficiale ha informato i passeggeri del gommone che Malta era stata infettata dal virus e non era in grado di accettare nessuno. “Vi mostreremo la strada per l’Italia, ci hanno detto, e ci hanno dato 20 litri di carburante. Noi abbiamo aggiunto che il nostro motore si era rotto e loro ci hanno dato anche un nuovo motore, un Yamaha 45 o 40 ”, ha affermato uno dei richiedenti asilo intervistati. Secondo il Guardian, le testimonianze corrispondono alle fotografie e ai video forniti dai sopravvissuti. In una foto scattata prima dell’incontro con i maltesi, si può notare un motore del tipo “Parsun 60”. Successivamente si legge la scritta “Yamaha” su quello che sembra essere un nuovo motore, presumibilmente fornito da Malta. “Abbiamo continuato a muoverci fino al giorno successivo, e verso le 10 siamo arrivati in Italia”, ha concluso uno dei migranti, confermando il fatto che fossero state le autorità maltesi a fornire le coordinate.

Contattata dal Guardian sulla vicenda, la Guardia Costiera italiana ha affermato di non essere mai stata informata dalla Valletta del barcone in difficoltà nel Mediterraneo. “Il governo di Malta considera le manovre della nave dell’AFM in linea con gli standard richiesti alle operazioni di ricerca e salvataggio?”, ha chiesto nel suo rapporto Alarm Phone. Le Forze Armate e il governo di Malta, tuttavia, non hanno ancora risposto ad alcuna richiesta di commento.

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Chiara Gentili

di Redazione

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