Felipe VI: “Senza un’economia sana è difficile andare avanti”

Pubblicato il 20 maggio 2020 alle 6:25 in Europa Spagna

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La pandemia di coronavirus ha modificato per lungo tempo anche l’agenda della Casa reale spagnola. Felipe VI e la regina Letizia hanno mantenuto un’agenda intensa, con incontri telematici quotidiani con tutti i settori della società, e anche con visite a centri chiave nella lotta contro Covid-19. Tuttavia, lunedì 18 maggio il monarca ha preso parte al suo atto “normale” ufficiale fuori da ospedali e laboratori di ricerca: ha presieduto la presentazione del Rapporto Cotec 2020.

La Fondazione Cotec per l’innovazione è un’organizzazione privata senza scopo di lucro la cui missione è promuovere l’innovazione come motore per lo sviluppo economico e sociale. Il re Felipe VI ne è il presidente onorario. Attiva in Spagna dal 1990, si è estesa in Italia nel 2001 e in Portogallo nel 2003. Il rapporto Cotec riflette ogni anno, dal 1996, la situazione dell’indice I+D+I (Ricerca, Innovazione e Sviluppo) in Spagna, attraverso l’analisi dei principali indicatori nazionali, regionali e internazionali.

In un auditorium vuoto presso la sede della compagnia Telefónica, con copertura giornalistica in remoto e gli interventi degli oratori con mezzi elettronici, Felipe VI, che era fisicamente presente, ha sottolineato il complicato presente e il futuro che attende il Paese: “La situazione economica che stiamo attraversando è molto complessa e incerta, e senza un’economia sana è difficile andare avanti”.

Nelle videoconferenze e negli incontri che il Re ha tenuto negli ultimi mesi, ha potuto sentire la situazione del Paese e le prospettive future. L’impatto dell’epidemia sta indebolendo l’immagine della Spagna e prevede conseguenze economiche e perdita di capacità di influenza esterna. Il monarca ha avuto l’opportunità di discuterne con uomini d’affari e rappresentanti del settore economico.

“La ricchezza di per sé non garantisce il progresso sociale, inteso come solidarietà e avanzamento inclusivo di tutti i cittadini” – riflette Felipe VI, sottolineando che “gli indicatori economici spesso non spiegano sufficientemente tutto ciò che conta per noi e che ci nobilita”.

Negli interventi che ha realizzato durante questa crisi, il re ha cercato di trasmettere un messaggio positivo di speranza – “Stiamo vedendo la luce alla fine del tunnel” -, ma senza lesinare parole sulla durezza della realtà.

“Tutti abbiamo un grande desiderio che tutta questa situazione di enorme danno a quasi tutti i livelli che il virus sta producendo e la nostra lotta per sconfiggerlo finisca presto e che siamo in grado di superarla, di affrontare la ripresa con coraggio, speranza e serenità” – ha affermato il monarca.

Felipe VI è a conoscenza del danno economico e di immagine subito dalla Spagna e della crisi economica e sociale che il Covid-19 sta significando. “Abbiamo perso molte persone, molte hanno sofferto o soffrono ancora adesso; e abbiamo anche perso gran parte di ciò che era stato realizzato in anni di lavoro e fatica”.

Ad oggi la Spagna registra 232.000 casi di positività e 27.709 morti. Oltre 150.000 i guariti. Con 537 morti per milione di abitanti la Spagna supera l’Italia (534 morti per milione di abitanti) ed è seconda in Europa solo al Belgio che si avvicina ai 1.000 morti. A contribuire al danno di immagine di cui parla il Re vi sono, oltre ai numeri, le ininterrotte polemiche politiche e le accuse reciproche tra governo e autonomie locali sulla cattiva gestione della crisi.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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