Armi nucleari USA in Polonia: per gli esperti è una provocazione

Pubblicato il 20 maggio 2020 alle 10:58 in Polonia USA e Canada

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Un ex membro dell’intelligence del corpo statunitense dei Marine, Scott Ritterha dichiarato, il 19 maggio, di ritenere che le voci sullo spostamento delle armi nucleari di Washington dalla Germania alla Polonia siano una grande provocazione nei confronti della Russia.  

Il tema della presenza delle armi nucleari statunitensi sul territorio europeo era stato portato all’attenzione lo scorso 14 maggio dal capo dell’intelligence degli Stati Uniti, Richard Grenell, il quale aveva accusato la Germania di minare alle capacità di deterrenza nucleare della NATO, riferendosi in particolare al partito minore della coalizione di governo, l’SPD, i cui leader invocano al disarmo. Più nel dettaglio, le accuse di Grenell giungevano in seguito alla richiesta del leader parlamentare dell’SPD, Rolf Muetznich, in merito al ritiro delle armi nucleari statunitensi stazionate in Germania, contrariamente a quanto sostenuto dal partito della cancelliera, Angela Merkel.  

In risposta, pubblicando un editoriale su un giornate tedesco, il Die WeltGrenell, il quale è anche ambasciatore di Washington a Berlino, aveva dichiarato di ritenere che fosse il caso per la Germania, anzichè compromettere il meccanismo di solidarietà su cui si basa la deterrenza nucleare della NATO, perseguire gli impegni assunti nei confronti dei suoi alleati e investire nella partecipazione al programma nucleare della NATO. Da ciò, aveva aggiunto Grenell, ne deriva che alla luce della recente disputa interna sul nucleare, la Germania dovesse chiarire la sua posizione al fianco dei suoi alleati.  

Poco dopo le parole di Grenell, l’ambasciatrice statunitense in Polonia, Georgette Mosbacheraveva pubblicato un Tweet, lo scorso 15 maggio, con il quale aveva proposto il trasferimento delle armi nucleari statunitensi dalla Germania alla Polonia che, a differenza di Berlino, rispetta il vincolo sulla spesa militare in seno alla NATO. 

La risposta di Mosbacher aveva causato una forte reazione da parte di giornalisti ed esperti di sicurezza, soprattutto dato che le parole della diplomatica statunitense giungevano a tre giorni di distanza dalla firma, da parte del presidente della Polonia, Andrzej Duda, della Strategia Nazionale di Difesa, nella quale la Russia viene menzionata come potenziale fonte di minacce alla sicurezza del Paese.  

In aggiunta, le parole di Mosbacher avevano provocato la reazione da parte dell’ambasciatore tedesco in Polonia, Rolf Nikel, il quale aveva risposto, il 16 maggio, che la Germania rispetta i propri obblighi in seno alla NATO e, in virtù di ciò, lo spostamento delle armi nucleari non era da prendere in considerazione.  

Tale questione, ha sottolineato Reuters, è da inserirsi nel quadro delle discussioni tra Washington e Berlino in materia di difesa, incrementate nel corso del mandato presidenziale di Donald Trump, il quale ha più volte richiesto alla Germania di aumentare la sua spesa in difesa e ha accusato Berlino di essere un ostaggio della Russia, da cui il territorio tedesco dipende per la fornitura di gas.  

In aggiunta, il dibattito sul nucleare in Germania, secondo quanto ricostruito da Reuters, si è riacceso da quando il Ministero della Difesa tedesca aveva rivelato, ad aprile, di voler compare 45 aerei caccia dalla Boeing, azienda statunitense, per sostituire quelli già in dotazione della Germania, i Tornado, di manifattura, ormai datata, italo-anglo-tedesca.   

In caso di completamento dell’operazione di acquisto, la Germania rinnoverebbe di fatto, passandone il compito agli F-18, l’accordo di condivisione del nucleare con gli Stati Uniti, il quale prevede che i velivoli trasportino bombe nucleari statunitensi in caso di scoppio di una crisi. Al contrario, in caso di mancato acquisto degli F-18, i Tornado non sarebbero più operativi del 2030, ponendo, quindi, fine all’accordo sulla condivisione del nucleare con Washington.   

In tale contesto, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenbergaveva dichiarato, lo scorso 11 maggio, che il sostegno della Germania al programma di condivisione della NATO è fondamentale per la protezione della pace e della libertà nella regione Euroatlantica. In aggiunta, il segretario generale dell’Alleanza Atlantica aveva chiarito che per gli Alleati, finché esisterà il nucleare la NATO rimarrà un’Alleanza nucleare.  

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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