Yemen, Hodeidah: gli Houthi colpiscono le risorse alimentari del WFP

Pubblicato il 19 maggio 2020 alle 14:58 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I ribelli sciiti Houthi hanno colpito, il 18 maggio, la città portuale occidentale di Hodeidah, causando danni ai silos di grano presenti nella zona, appartenenti al World Food Programme (WFP).

Secondo quanto riferito dal quotidiano al-Arabiya, basandosi sulle fonti militari delle forze congiunte, i ribelli hanno colpito con colpi di mortaio i magazzini situati sulla costa del Mar Rosso, causando danni materiali alle infrastrutture e perdite per i silos, contenenti migliaia di tonnellate di grano. Da parte sua, il governo centrale yemenita e, in particolare, il ministro dell’Informazione, Muammar al-Eryani, ha condannato l’accaduto, precisando come i colpi fossero partiti da aree residenziali.

A detta di al- Eryani, si è trattato di un’ulteriore violazione del cessate il fuoco stabilito in precedenza e fa seguito a mesi in cui gli Houthi hanno più volte ostacolato il lavoro del WFP nell’area, volto a svuotare i magazzini e distribuire risorse alimentari ai più bisognosi, dopo le opportune procedure di lavorazione. A tal proposito, il ministro ha aggiunto che la quantità di grano contenuta dai silos colpiti sarebbe servita a soddisfare le esigenze di milioni di cittadini residenti nei governatorati di Sana’a, Hodeidah e Ibb, per i prossimi tre mesi.

Di fronte a tale scenario, l’inviato delle Nazioni Unite in Yemen, Martin Griffiths, e la Missione di monitoraggio delle Nazioni Unite nel Governatorato di Hodeidah sono state invitate a condannare questo “attacco terroristico” e tutte le violazioni perpetrate dai ribelli Houthi nel governatorato, per far sì che le risorse, pari a circa 51.000 tonnellate possano raggiungere i più bisognosi. Secondo quanto precisato da al-Arabiya, i silos sul Mar Rosso contengono quantità di cereali sufficienti per alimentare 3,7 milioni di persone al mese, ma gli Houthi hanno più volte impedito alle squadre dell’Onu di accedervi.

Hodeidah rappresenta un ingresso di vitale importanza per le importazioni di merci e aiuti umanitari, nonché un’ancora di salvezza per milioni di residenti yemeniti fuggiti da altre aree del Paese. Dal 19 ottobre 2019, la Missione delle Nazioni Unite ha iniziato ad istituire posti di blocco e di monitoraggio a Hodeidah, con il fine ultimo di riportare la tregua nella regione. Il dislocamento delle truppe è una parte cruciale dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto in Svezia l’ultimo giorno dei colloqui di pace, il 13 dicembre 2018. Quest’ultimo è un patto in base al quale i ribelli sciiti Houthi avevano accettato di ritirarsi da tutti e tre i porti principali dello Yemen, Hodeidah, Saleef e Ras Isa, lasciando svolgere alla delegazione dell’Onu le necessarie attività di monitoraggio e gestione dell’area. Secondo quanto stabilito nel patto, il dislocamento dei contingenti Houthi sarebbe dovuto avvenire 21 giorni dopo l’annuncio del cessate il fuoco, il 18 dicembre 2018, ma quella data non è mai stata rispettata.

Parallelamente, lo Yemen continua ad essere testimone di perdurante conflitto civile, scoppiato il 19 marzo 2015, data in cui i ribelli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.