Uganda: arrestata attivista anti-governativa, contestava le misure contro il coronavirus

Pubblicato il 19 maggio 2020 alle 18:52 in Africa Uganda

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La polizia ugandese ha arrestato un’attivista di spicco, Stella Nyanzi, per presunto incitamento alla violenza, mentre guidava un piccolo gruppo di manifestanti che protestavano contro le mancanze del governo nei confronti dei cittadini più vulnerabili, colpiti dalle restrizioni dovute al COVID-19. La donna, una delle maggiori voci critiche del presidente Yoweri Museveni, è stata catturata e arrestata, lunedì 18 maggio, insieme ad alcuni attivisti, durante la marcia verso l’ufficio del primo ministro, Ruhakana Rugunda nella capitale, Kampala.

Con una petizione, Nyanzi e altri suoi colleghi hanno sollecitato il governo a rivedere le misure anti-coronavirus, che hanno portato “benefici” alle famiglie più ricche e “creato uno stato di apartheid e provocato sofferenze evitabili a molti ugandesi in condizioni vulnerabili, in particolare donne e persone a basso reddito”. Attraverso la petizione, gli attivisti hanno anche chiesto di procedere con la distribuzione di cibo per i più bisognosi e con la fornitura gratuita di mascherine per tutti, nonché con il rilascio dei prigionieri politici e di coloro che sono stati incarcerati per aver violato le misure volte a contenere la diffusione del COVID-19.

Il portavoce della polizia, Patrick Onyango, ha specificato che Nyanzi è stata arrestata “per incitamento alla violenza”. “Sta sfruttando la situazione del coronavirus per far avanzare le sue motivazioni politiche”, ha riferito l’uomo all’agenzia di stampa Reuters.

L’Uganda ha attuato uno dei blocchi più severi del continente africano. Questo comprende il coprifuoco dal tramonto all’alba, la chiusura di tutte le attività commerciali e delle scuole, il divieto di incontri pubblici e di utilizzo dei mezzi di trasporto ad eccezione del personale medico e di chi si sposta per motivi di necessità e urgenza. Ad oggi, il Paese ha registrato 248 casi ufficiali di coronavirus e nessun decesso, secondo i dati compilati dalla Johns Hopkins University.

Nyanzi, accademica e poetessa, ha guadagnato negli ultimi anni un enorme seguito sui social grazie ai suoi audaci attacchi contro Museveni, accusato di repressione del dissenso politico e di abuso di potere. Nell’agosto dello scorso anno, un tribunale l’ha accusata di molestie informatiche e l’ha condannata a 18 mesi di prigione. La donna ha presentato ricorso in appello e, a febbraio, un giudice ha annullato la sentenza.

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Chiara Gentili

di Redazione

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