Ucraina: la Rada non voterà nuova risoluzione contro la Russia

Pubblicato il 19 maggio 2020 alle 6:29 in Russia Ucraina

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Il presidente della Verchovna Rada, Dmitrij Razumkov, ha escluso la possibilità di un nuovo voto per chiedere ai parlamenti stranieri e alle organizzazioni internazionali di “intensificare la pressione esterna sulla Federazione russa per porre fine alla sua aggressione armata contro l’Ucraina”. Lo ha annunciato lo stesso Razumkov in un’intervista a Radio Liberty.

“Sfortunatamente, non esiste un meccanismo che preveda il voto due volte sulla stessa risoluzione. In questo parlamento, nessun disegno di legge o risoluzione è stato messo in votazione due volte. Credo che ciò non sia conforme ai regolamenti. Non procederò a un secondo voto cercando argomentazioni per cui qualcuno non ha avuto il tempo di votare, qualcuno non ha votato o scuse del genere” – ha osservato Razumkov.

A suo avviso, il rifiuto della Rada di votare nuovamente la risoluzione “riflette l’umore della società”.

Il 13 maggio, il parlamento ucraino ha bocciato il progetto di risoluzione sulla richiesta a Paesi terzi e organizzazioni internazionali di intensificare le pressioni su Mosca in occasione del 75° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale in Europa. Il progetto di risoluzione presentato dal deputato del partito Servitore del popolo, Aleksandr Marežko, chiedeva di “ricordare al mondo che nel 2014 per la prima volta dopo la fine della seconda guerra mondiale in Europa, uno stato membro delle Nazioni Unite occupò e tentò di annettere parte del territorio di un altro stato sovrano – membro delle Nazioni Unite”. Il documento sottolinea che si tratta di un grave crimine internazionale contro la pace e la sicurezza dell’umanità e lo stato di diritto internazionale e ricorda inevitabilmente i tragici eventi verificatisi in Europa più di 80 anni fa.

A favore della proposta hanno votato 200 deputati sui 450 che compongono la Verchovna Rada. Erano richiesti 226 voti a favore. Dei 254 deputati del partito di governo, Servitore del popolo, solo 128 hanno votato a favore. A suscitare indignazione il ricorso ai caduti della Seconda guerra mondiale (27 milioni di persone in tutta l’Unione Sovietica) per fini politici e la negazione che quella sia stata una “vittoria comune” dei popoli dell’ex-URSS. “Questo è uno sputo in faccia a tutti i veterani e a tutti coloro che hanno combattuto contro il nazismo” – ha accusato Maksim Bužanskij, uno dei deputati governativi spiegando il suo rifiuto di votare per la risoluzione.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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