Pakistan: scontri letali tra esercito e militanti separatisti

Pubblicato il 19 maggio 2020 alle 13:22 in Asia Pakistan

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Almeno 7 soldati sono stati uccisi in 2 attacchi separati nella provincia Sud-occidentale pakistana del Belucistan ad opera di militanti separatisti.

Le violenze si sono verificate il 18 maggio e 6 soldati sono stati uccisi quando il loro veicolo è stato colpito da una bomba posizionata sul ciglio della strada, nella zona di Pir Ghaib, circa 55 km a Sud-Est della capitale provinciale, Quetta. I soldati “stavano tornando al campo base dopo il normale servizio di pattugliamento”, afferma una dichiarazione dell’esercito pakistano. Bashir Amand, un funzionario dell’amministrazione locale, ha confermato il bilancio delle vittime. Sempre il 18 maggio, in un attacco separato, 1 soldato è stato ucciso durante “uno scontro con i terroristi” nell’area di Mand, lungo il confine con il vicino Iran. Nessun gruppo ha immediatamente rivendicato la responsabilità degli attacchi, ma l’area ha visto una rinascita della violenza etnica separatista nelle ultime settimane.

La violenza nella provincia pakistana del Belucistan, al confine con l’Afghanistan e l’Iran, alimenta la preoccupazione per la sicurezza e mette a rischio anche gli investimenti. In particolare, le autorità pakistane sono interessate a mantenere vivo l’accordo per un collegamento energetico che dovrebbe andare dalla Cina occidentale fino al porto meridionale di Gwadar, in Pakistan. Il cosiddetto Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC) varrebbe circa 60 miliardi di dollari e farebbe parte dell’iniziativa della Nuova via della seta, la Belt and Road infrastructure project.

Il confine tra Pakistan e Afghanistan segue la cosiddetta “Linea Durand”, che si estende per 2640 km. Tale delimitazione prende nome da Sir Mortimer Durand, Segretario degli Esteri della provincia del Raj ai tempi dell’impero britannico, che nel 1893 insieme all’Emiro afghano, Abdur Rahman Khan, negoziò i confini tra che poi il Pakistan erediterà. La Linea Durand viene a volte chiamata anche Linea Zero. Il confine ha tagliato in due le realtà tribali e ignorava, in particolare, le rivendicazioni dei pashtun, un gruppo etnico-linguistico indoeuropeo che abita storicamente la regione. Anche per questo motivo il confine ha continuato ad essere una fonte di tensione tra Afghanistan e Pakistan. Attualmente i leader pashtun di entrambi gli Stati non riconoscono la legittimità del confine e rivendicano la creazione di uno stato per la propria nazione. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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