Iraq: il premier iracheno di fronte a un “tesoro vuoto”

Pubblicato il 19 maggio 2020 alle 17:38 in Iraq Medio Oriente

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Il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, ha affermato di aver assunto l’incarico alla guida del governo di un Paese caratterizzato da “un tesoro vuoto, una scarsa sovranità e forze armate incontrollate”.

Le parole sono state riportate da al-Jazeera, sulla base di un articolo pubblicato il 19 maggio dalla stampa irachena. Al-Kadhimi ha dichiarato che le “armi” irachene sono “sciolte” dalla struttura dello Stato e ciò rappresenta una minaccia per la sicurezza del popolo iracheno, altresì minata dalla perdurante esistenza dello Stato Islamico e delle sue cellule dormienti. Inoltre, i territori iracheni, secondo quanto riportato da al-Jazeera, sono destinati a divenire un terreno di scontro tra forze esterne. Di fronte a tale scenario, al-Kadhimi ha affermato che per ripristinare il prestigio dello Stato iracheno è necessario che la forza di ogni singolo partito non oltrepassi la costituzione e la legge e che le “armi” passino nelle mani dello Stato e delle sue forze armate.

Il primo ministro ha poi riferito che l’Iraq si trova a vivere una crisi che coinvolge tutte le istituzioni statali ed il loro tessuto. Tale fenomeno ostacola la crescita economica del Paese e di settori vitali, tra cui l’industria, gli investimenti e la sicurezza alimentare. Pertanto, alla luce delle condizioni attuali, i blocchi politici del Parlamento iracheno sono stati esortati ad appoggiare il nuovo esecutivo e a nominare i rappresentanti dei Ministeri tuttora vacanti.

Al-Kadhimi ha ricevuto la fiducia del Parlamento il 6 maggio scorso, ma la squadra governativa risulta essere ancora incompleta, e tra le posizioni vacanti vi è quella del ministro del Petrolio. A tal proposito, il governatorato meridionale di Bassora insiste affinché sia un proprio rappresentante ad occupare quel posto, vista l’importanza del governatorato per le entrate petrolifere dell’Iraq. Tuttavia, si tratta di un ruolo rivendicato anche da altre province e alcuni deputati hanno rivelato l’esistenza di dispute e divergenze interne.

Circa l’ondata di proteste che ha interessato il Paese dal primo ottobre 2019, al-Kadhimi ha precisato che non ha emesso e non emetterà alcun ordine per sparare contro manifestanti pacifici, affermando che chiunque lo farà sarà portato davanti alla giustizia. In tale quadro, il primo ministro ha riferito di aver predisposto la formazione di un alto comitato governativo per redigere un elenco delle vittime delle proteste, causate sia dai manifestanti sia dalle forze di sicurezza. Tale elenco, ha spiegato il premier, sarà diffuso dai media e adottato come base per rendere omaggio alle vittime, ricordarle e risarcire le loro famiglie.

Mustafa Al-Kadhimi, nato a Baghdad nel 1967, ha lasciato l’Iraq nel 1985 ed ha sostato in diversi Paesi europei durante la sua membership ai gruppi di opposizione al regime di Saddam Hussein, prima di assumere la direzione dei servizi di intelligence nel 2016, durante il mandato dell’ex primo ministro, Haider al-Abadi. Grazie a tale mansione, al-Kadhimi ha avuto modo di stringere rapporti con diversi Paesi e organizzazioni legati alla coalizione anti-ISIS, a guida statunitese. È il premier più giovane dall’istituzione dello Stato iracheno.

Il neo premier è stato in grado di ottenere il sostegno delle fazioni sciite che avevano impedito a due candidati precedenti di essere nominati alla guida del governo. Tuttavia, sono diverse le sfide da affrontare. Una di queste riguarda il versante economico, caratterizzato da una situazione di crisi esacerbata ulteriormente dalla diffusione di Covid-19 e dal crollo dei prezzi del petrolio, considerato una delle principali fonti di reddito per l’Iraq. Secondo le ultime cifre fornite dalla Banca Mondiale, il PIL del Paese potrebbe diminuire di circa il 9.7%, causando altresì un aumento dei tassi di povertà e disoccupazione. Sul fronte interno, al-Kadhimi si è impegnato ad indire elezioni anticipate, con il fine di rispondere alle esigenze della popolazione irachena.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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