Cina-Ungheria: Budapest segreta dettagli della linea ferroviaria con Belgrado

Pubblicato il 19 maggio 2020 alle 17:22 in Cina Ungheria

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Il Parlamento dell’Ungheria ha deciso di rendere segreti i dettagli della costruzione della ferrovia, finanziata principalmente dalla Cina, che collegherà Budapest e Belgrado.  

È quanto rivelato, martedì 19 maggio, da Reuters, il quale ha altresì sottolineato che il progetto della rete ferroviaria è stato recentemente rilanciato grazie alla decisione del governo di Budapest di intervenire con una quota di fondi statali, nonostante le critiche ricevute a causa di tale presa di posizione.  

Grazie al progetto di collegamento ferroviario tra Budapest e Belgrado, aggiunge il sito di informazione, la Cina otterrà nuovi benefici nell’ambito del proprio tentativo di espandersi commercialmente nei Paesi dell’Unione Europea. In particolare, grazie al collegamento tra i due Paesi, Pechino potrà spedire i beni che scarica nei porti della Grecia verso i Paesi dell’Europa occidentale, prima difficile visto che mancavano collegamenti nell’area balcanica.  

Per il progetto, nelle scorse settimane l’Ungheria ha siglato con la China un accordo relativo a un prestito di 1.9 miliardi di dollari, da ripagare in 20 anni con un tasso di interesse pari al 2.5%, per la costruzione della rete ferroviaria.  

Tuttavia, la scelta di sottoporre i dettagli del piano infrastrutturale al segreto di Stato, rivela Reuters, deriva dal fatto che questo fosse un vincolo per l’effettiva erogazione del prestito. In totale, aggiunge il sito di informazione, la Cina finanzia circa l’85% del progetto. L’accordo per la costruzione della ferrovia era stato siglato da Cina, Serbia e Ungheria nel 2014. Dopo quattro anni, in Serbia sono iniziati i lavori.  

Il tema della rete ferroviaria che collega Budapest e Belgrado era già stato affrontato in occasione del vertice telefonico dello scorso 14 maggio tra il ministro degli Affari Esteri dell’Ungheria, Peter Szijjarto, e il suo omologo cinese, Wang Yi. In tale occasioneSzijjarto aveva anche confermato il sostegno del proprio Paese al principio della “Cina unica”, opponendosi all’ingresso di Taiwan nell’Organizzazione Mondiale della Sanità  

Il progetto è da inserirsi nel contesto della crescente influenza della Cina negli Stati dell’Europa centrale e orientale, già al centro di uno studio ripreso da Emerging Europe e pubblicato da un think tank ungherese, il Political Capital. Nello studio, secondo quanto emerso, gli esperti hanno evidenziato che i Paesi dell’Europa centrale e orientale, e soprattutto Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, sono “particolarmente vulnerabili” all’influenza di regimi autoritari quali Russia, Cina e Turchia, data la debolezza delle strutture democratiche presenti al loro interno. 

Per quanto invece riguarda le relazioni tra Pechino e Belgrado, il Diplomat ricostruisce che nel 2009, Serbia e Cina hanno firmato un accordo di partnership strategica, successivamente rinnovato nel 2016, quando è diventato un accordo omnicomprensivo di partnership strategica. Dopo un anno, i due Paesi hanno approvato un regime di esenzione reciproca dal visto e, a partire da quel momento, Cina e Serbia hanno siglato numerosi accordi economici che ampliano la portata della Nuova Via della Seta ai Balcani occidentali. Ad esempio, rientra tra tali accordi il progetto sulla rete ferroviaria che collega Belgrado a Budapest e una nuova rete metropolitana nella capitale serba. Tuttavia, nel corso dell’ultimo decennio, l’influenza cinese in Serbia è cresciuta anche dal punto di vista culturale, politico, ma anche tecnologico, soprattutto dopo l’installazione delle videocamere di sorveglianza fornite dal colosso cinese delle telecomunicazioni, Huawei.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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