Belgio: il presunto spionaggio da parte della Cina

Pubblicato il 19 maggio 2020 alle 10:34 in Cina Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Agenzia di intelligence interna del Belgio, la Veiligheid van de Staat (VSSE), ha confermato di aver indagato su un presunto caso di spionaggio da parte della Cina ai danni dell’ambasciata di Malta presso l’UE a Bruxelles.  

È quanto rivelato, martedì 19 maggio, da EU Observer, il quale ha altresì specificato che le conferme da parte del VSSE sono giunte in seguito alle richieste di chiarezza da parte di alcuni parlamentari europei. 

Nello specifico, il VSSE ha dichiarato che i propri sospetti sono sorti senza alcuna segnalazione dall’esterno, ma ha subito specificato di non aver trovato alcuna prova in merito all’effettivo spionaggio da parte della Cina nell’edificio utilizzato come rappresentanza permanente da Malta. In aggiunta, l’Agenzia di intelligence belga ha sottolineato di non aver accusato La Valletta di spionaggio. 

Tali dichiarazioni, ricostruisce il sito di informazione, sono giunte dopo che, lo scorso venerdì 15 maggio, il quotidiano francese Le Monde aveva pubblicato un report investigativo sui sospetti del VSSE in merito all’installazione da parte dell’intelligence cinese di dispositivi di sorveglianza presso l’Ambasciata di Malta nel 2007, quando l’edificio era stato ristrutturato da un’azienda cinese.  

Secondo il report del quotidiano francese, i sospetti erano sorti in seguito a una segnalazione da parte dell’intelligence britannica e, data la delicatezza del caso, il capo della sicurezza del Belgio avrebbe discusso dei propri sospetti con il ministro degli Esteri, Didier Reynders, attualmente membro della Commissione europea. A quel punto, un accordo bilaterale tra il Belgio e l’UE sancisce che in simili circostanze Bruxelles ha il dovere di informare le istituzioni europee. Eppure, come confermato lo scorso venerdì 15 maggio dall’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione, Josep Borrell, l’UE non era al corrente dei sospetti delle autorità del Belgio. 

In tale contesto, due membri del Parlamento di Bruxelles, gli olandesi liberali Bart Groothuis e Malik Azmani, hanno presentato, lunedì 18 maggio, una domanda formale per Borrell presso il Parlamento europeo. In particolare, i due deputati europei avevano dichiarato di ritenere che in caso di compromissione della sicurezza dell’Ambasciata di Malta, ciò avrebbe rappresentato un “grave rischio in materia di sicurezza” non solo data la posizione della sede diplomatica, la quale dà sull’edificio della Commissione europea, ma anche perché i documenti sensibili dell’UE e dei suoi Stati Membri passano dall’infrastruttura tecnologica della rappresentanza diplomatica della Valletta presso Bruxelles.  

Da parte sua, Malta ha cercato di smentire quanto rivelato da Le Monde, dichiarando ad esempio che i dispositivi installati presso la rappresentanza diplomatica erano stati donati da Pechino, ma tale versione non è stata accolta da Groothius, il quale ha messo in dubbio la fiducia che ora gli altri Stati membri e le istituzioni del blocco comunitario ripongono nei confronti delle reti e di dispositivi presenti presso l’Ambasciata di Malta, isola che, aggiunge EU Observer, negli ultimi anni ha attirato grandi somme di investimenti russi e cinesi. In tale clima, per alcuni esperti non è da escludere l’ipotesi di una collusione tra Malta e la Cina per spionaggio ai danni dell’UE. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale     

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.