Siria: raid contro postazioni iraniane, 7 combattenti morti

Pubblicato il 18 maggio 2020 alle 8:48 in Iran Siria

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Aerei da guerra di provenienza sconosciuta hanno colpito alcune postazioni appartenenti a gruppi filo-iraniani situate al confine tra Siria e Iraq, provocando la morte di 7 combattenti.

L’episodio si è verificato nella tarda serata del 16 maggio e la notizia è stata riferita il giorno successivo, il 17 maggio, dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR). Secondo quanto riportato, la base oggetto dell’attacco è stata quella di M’eizileh, nella periferia di al-Bokamal, posta sotto il controllo di gruppi armati iraniani e filo-iraniani. Inoltre, a detta del SOHR, l’attacco è giunto a pochi giorni di distanza dall’arrivo di nuovi rinforzi militari nella medesima base, appartenenti alla 47esima brigata, ovvero un gruppo di milizie affiliate a Teheran, dispiegate sia presso al-Bokamal, nel governatorato di Deir ez-Zor, sia presso al-Hirri. Il raid del 16 maggio ha causato la morte di 7 combattenti e la distruzione di alcuni edifici della base e, a detta del SOHR, il bilancio delle vittime potrebbe aumentare, viste le gravi condizioni in cui versano alcuni feriti.

Sebbene non sia ancora chiaro chi vi sia stato dietro l’attacco del 16 maggio, si presume che la responsabilità debba essere attribuita ad Israele. Quest’ultimo, sin dal 2011, ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

In tale quadro, il 5 maggio, fonti di sicurezza israeliane avevano riferito che Teheran aveva iniziato ad evacuare alcune sue basi nei territori siriani, dopo che, nella notte tra il 4 ed il 5 maggio, 14 membri delle milizie filo-iraniane hanno perso la vita a seguito di un raid perpetrato nella provincia orientale di Deir ez-Zor. In questo caso, Israele ha negato la propria responsabilità. Tuttavia, come precisato dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, erano stati almeno 5 gli attacchi perpetrati da aerei israeliani nei territori siriani, a danno dei gruppi filoiraniani, nelle settimane precedenti, perpetrati perlopiù contro Al-Quriyah, Al-Salihyah e Al-Mayadin, nell’Est di Deir ez- Zor.

Israele, dal canto suo, si è più volte detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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