Rep. Dem. del Congo: raid contro un villaggio, almeno 20 morti

Pubblicato il 18 maggio 2020 alle 17:19 in Africa Rep. Dem. del Congo

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un gruppo armato ha ucciso almeno 20 civili durante un raid contro un villaggio nel Nord-Est della Repubblica Democratica del Congo. Si tratta solo dell’ultimo di una serie di episodi di violenza, principalmente a carattere etnico, che ha costretto circa 200.000 persone ad abbandonare le proprie case nel corso degli ultimi due mesi.

Alcuni combattenti della Cooperativa per lo Sviluppo del Congo (CODECO), una milizia composta da membri dell’etnia Lendu, hanno attaccato il villaggio di Hema, nella provincia di Ituri, all’una di notte di domenica 17 maggio. “Hanno colpito con i machete diversi miei compatrioti, 20 sono già morti e più di 14 sono gravemente feriti”, ha dichiarato Solo Bukutupa, amministratore locale. “È insopportabile vedere le persone morire così”, ha aggiunto. Ci sono anche donne e bambini tra le vittime. “I morti sono persone di tutte le età, bambini, giovani, donne e vecchi, uccisi da machete, coltelli o armi da fuoco”, ha riferito all’agenzia di stampa Agence France Presse Pilo Mulindro, capo tribale. Gli aggressori sono fuggiti dopo che le forze di pace delle Nazioni Unite sono arrivate nel villaggio.

La Cooperativa per lo Sviluppo del Congo è un gruppo armato politico-religioso particolarmente attivo nelle regioni del Nord-Est, ricche di oro, ed è abituato a prendere di mira la comunità etnica degli Hema. La maggior parte dei membri di CODECO proviene dall’etnia Lendu. Fondata nel 1978 come cooperativa agricola, l’organizzazione ha l’abitudine di distribuire pozioni mistiche ai suoi combattenti per incoraggiarli a compiere offensive armate. Poco si sa di questo gruppo segreto ma le agenzie locali per la protezione dei diritti umani lo accusano di aver ucciso centinaia di civili.

Il gruppo CODECO si è diviso in diverse fazioni dopo che l’esercito congolese ne ha ucciso il leader, Justin Ngudjolo, a fine marzo. A inizio maggio, Ngabu Ngawi Olivier ha affermato di aver assunto la guida della milizia e, di recente, si è arreso ai militari e ha chiesto ai suoi combattenti di deporre le armi. Tuttavia, una delle fazioni in lotta ha successivamente rilasciato una dichiarazione in cui denunciava Olivier come impostore. In più, nessun combattente ha ancora seguito gli ordini del nuovo leader , secondo quanto precisato dal portavoce dell’esercito, Jules Ngongo.

Ricca di risorse naturali, tra cui oro e diamanti, la provincia di Ituri è stata teatro di alcuni dei peggiori combattimenti avvenuti nel Paese tra il 1999 e il 2007, dopo che una lotta di potere tra gruppi ribelli si è trasformata in una guerra etnica, in gran parte tra le due tribù degli Hema e dei Lendu. Dopo diversi anni di relativa calma, i combattimenti e le rappresaglie sono ripresi nel dicembre 2017, facendo riemergere tensioni di lunga data soprattutto sul possedimento delle terre. Da allora i disordini si sono evoluti in attacchi più organizzati e coordinati principalmente dalla comunità Lendu contro l’esercito e il gruppo etnico degli Hema.

A fine 2019, l’esercito ha lanciato un’operazione su larga scala per sradicare una costellazione di milizie, attive soprattutto nella parte orientale del Paese, scatenando un contraccolpo che ha provocato la morte di circa 350 persone negli ultimi mesi, uccise principalmente dai gruppi armati che operano nella provincia di Ituri.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.