Mediterraneo orientale: la Turchia risponde all’UE

Pubblicato il 18 maggio 2020 alle 9:16 in Europa Turchia

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Il Ministero degli Affari Esteri della Turchia ha criticato la dichiarazione congiunta firmata dai ministri degli Esteri dell’UE in merito alle dispute nel Mediterraneo orientale.  

Nello specifico, secondo quanto rivelato, domenica 17 maggio, dall’Hurriyet Daily News, il portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Turchia, Hami Aksoy, ha dichiarato, il giorno precedente, che il comunicato congiunto rilasciato dai colleghi dell’UE sulle dispute del Mediterraneo orientale “rappresenta l’ultima dimostrazione di un discorso ripetitivo e sterile”, indifferente alle iniziative genuine della Turchia. In aggiunta, Aksoy ha dichiarato di ritenere che la posizione adottata dall’UE sia un misto delle rivendicazioni di Cipro e della Grecia, quindi non in grado di promuovere la stabilità della regione.  

Tuttavia, Aksoy ha aggiunto di ritenere che per l’Europa sia meglio rispettare il diritto internazionale con buon senso, prendendo in considerazione i diritti legittimi della Turchia e dei turco-ciprioti, ”anzichè agire cecamente come portavoce della Grecia e di Cipro in nome della solidarietà”. 

Tali parole sono giunte in risposta al comunicato ufficiale congiunto rilasciato dai ministri degli Esteri dell’UE a seguito di un vertice in videoconferenza, tenutosi venerdì 15 maggio. 

Nel documento, l’UE ha ribadito di condannare le attività illecite della Turchia nel Mediterraneo orientale, dichiarando di sostenere la posizione cipriota. In aggiunta, l’UE ha sottolineato l’importanza di risolvere le dispute nella regione attraverso il dialogo, soprattutto per quanto riguarda la delimitazione delle Zone Economiche Esclusive e la piattaforma continentale.  

Per quanto riguarda la Turchia, nel dettaglio, l’UE ha condannato il mancato rispetto da parte di Ankara delle richieste europee in merito alla cessazione delle proprie attività nel Mediterraneo orientale. A tale riguardo, l’UE ha nuovamente richiesto ad Ankara di porre fine alle proprie operazioni nella regione e di rispettare i diritti sovrani di Cipro.  

La dichiarazione ha riguardato anche le violazioni da parte della Turchia dello spazio aereo ellenico. A tale riguardo, l’UE ha condannato la condotta di Ankara, ritenuta una violazione del diritto internazionale.  

In tale contesto, i ministri europei hanno sottolineato che Ankara dovrebbe rispettare il diritto internazionale, incluso il diritto del mare, soprattutto alla luce dell’interesse che ambo le parti hanno nel migliorare le proprie relazioni a livello bilaterale. Tuttavia, le attività della Turchia nella regione, ha sottolineato l’UE, deteriorano le relazioni bilaterali. 

Le relazioni tra Ankara e Nicosia sono caratterizzate da un clima di tensione, soprattutto per quanto riguarda le rivendicazioni della Turchia, ritenute illecite da Nicosia, in merito ai suoi diritti in alcune aree del Mediterraneo orientale, dove, il 3 maggio 2019, Ankara ha avviato, illecitamente secondo la comunità internazionale, le proprie attività di trivellazione. Secondo i vertici turchi, tali attività giungono in difesa degli interessi dei turco-ciprioti.       

Nella notte tra il 19 e il 20 aprile scorso, Ankara aveva rilasciato un nuovo avviso di navigazione, annunciando che una sua nave da trivellazione, la Yavuz, si sarebbe stazionata nell’area compresa tra il blocco 6 e il 7 della Zona Economica Esclusiva cipriota dal 20 aprile al 18 luglio. La nuova spedizione della nave turca è la sesta dal 3 maggio 2019, data di avvio del programma di esplorazione mineraria nelle acque cipriote da parte della Turchia.       

Da parte sua, Cipro ha ribadito più volte di ritenere che che la Turchia si stia comportando come “il pirata del Mediterraneo orientale, calpestando e violando i principi del diritto internazionale e interferendo con i diritti sovrani di Stati terzi, Cipro inclusa”.    

Dalla’altra parte, Cavusoglu aveva ricordato di aver avvertito in passato i greco-ciprioti di non decidere unilateralmente sui diritti minerari del Mediterraneo orientale senza aver prima raggiunto un accordo con la controparte turco-cipriota. Tuttavia, secondo il ministro degli Esteri turco, tale avvertimento è stato ignorato e, in difesa dei turco-ciprioti, Ankara ha avviato il proprio programma di trivellazione.         

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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