L’Iraq continua la lotta al terrorismo, protagoniste anche le PMF

Pubblicato il 18 maggio 2020 alle 11:30 in Iraq Medio Oriente

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Le forze di sicurezza irachene continuano a far fronte alla minaccia terroristica nel Paese, attraverso una nuova operazione intitolata “Leoni dell’isola”. In tale quadro, le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) rappresentano sia un bersaglio dello Stato Islamico sia una parte integrante degli sforzi volti a contrastarlo.

In particolare, secondo quanto riferito dal Media Security Cell, il 17 maggio, l’apparato di sicurezza iracheno ha dato avvio ad una nuova operazione, nella mattina del medesimo giorno, il cui obiettivo sarà far fronte alle cellule dormienti dello Stato Islamico tuttora attive nell’Ovest di Salah al-Din, nel Sud di Ninive, nel Nord di Anbar e in alcune are al confine siro-iracheno, su un totale di undici assi. Secondo quanto annunciato, tale operazione durerà più giorni e vedrà la partecipazione di unità dell’esercito iracheno, un buon numero di membri delle Forze di Mobilitazione Popolare, e combattenti provenienti da un gruppo tribale sunnita, Hashd al-Ahsasairi. In tale quadro, il 17 maggio stesso, le forze congiunte impegnate nell’operazione hanno riferito di aver scoperto quattro nascondigli dell’ISIS nell’Ovest di Salah al-Din.

Kirkuk, Salah al-Din e al-Anbar fanno parte di una zona che in Iraq è stata soprannominata il “triangolo della morte” e che, nelle ultime settimane, ha assistito ad una crescente escalation della minaccia terroristica, soprattutto contro le forze di sicurezza irachene e le PMF. Sebbene il 9 dicembre 2017 il governo di Baghdad avesse annunciato la sconfitta dello Stato Islamico, da allora attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie non sono mai cessati e, attualmente, l’organizzazione terroristica è attiva in particolare nelle aree desertiche e montuose più remote, oltre che nella regione del Kurdistan, dove le dispute territoriali hanno indebolito i sistemi di sicurezza.

Tra gli ultimi episodi, il 15 maggio, 4 membri delle PMF sono morti e altri 6 sono rimasti feriti a seguito di un attacco perpetrato dall’ISIS nel Nord di Diyala. Nella medesima giornata, 2 soldati iracheni sono deceduti a causa di un esplosione verificatasi nel Nord della provincia di Baghdad, che ha altresì provocato il ferimento di altri 4 uomini dello stesso convoglio. Si è trattato di un episodio rivendicato successivamente dall’ISIS. Non da ultimo, il 17 maggio, un ordigno esplosivo ha causato la morte di un membro delle PMF ed il ferimento di altri 3 uomini a Kirkuk.

In tale quadro, il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, nel corso di una visita presso la sede delle PMF a Baghdad, il 17 maggio, ha affermato che tali Forze, definite “della madrepatria”, svolgeranno un ruolo rilevante nelle operazioni lanciate per contrastare la minaccia terroristica, come già accaduto in passato. Pertanto, al-Kadhimi ha ribadito il proprio sostegno alle PMF, in un quadro legale ufficiale, e ha promesso loro cooperazione e coordinamento nelle operazioni contro lo Stato Islamico. Inoltre, il premier ha messo in guardia da coloro che cercano di dividere le PMF dallo Stato iracheno, e di danneggiare il loro legame. Tali parole sono giunte in un periodo in cui vi è il rischio di una possibile divisione all’interno delle Forze di Mobilitazione Popolare che vedrebbe, da un lato, i membri maggiormente affiliati all’Iran, e, dall’altro lato, coloro più fedeli alla massima autorità religiosa sciita, l’Ayatollah Ali al-Sistani.

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017. Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS, dopo tre anni di battaglie. In particolare, è stato il primo ministro dell’Iraq allora in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq.

Le PMF, note in arabo come Hashd al-Shaabi, sono state create nel 2014 quando al- Sistani ha esortato i giovani iracheni a scendere in campo per contrastare lo Stato Islamico. Successivamente, le PMF sono state riconosciute come una forza armata irachena dal Parlamento, nel 2016, cominciando così a godere di privilegi simili a quelli dell’esercito.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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