Iran: il progetto del Parlamento contro Israele

Pubblicato il 18 maggio 2020 alle 17:18 in Iran Israele

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L’Assemblea consultiva islamica, altresì nota come Parlamento iraniano, lunedì 18 maggio, ha approvato un progetto di legge volto a far fronte alle “misure ostili dell’entità sionista”, con riferimento a Israele, che minano la pace e la sicurezza.

La notizia è stata riportata dal quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, sulla base di quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana ICANA. L’obiettivo è trasformare il progetto, approvato dai deputati iraniani senza alcuna obiezione, in legge. Tra le diverse diposizioni previste dal progetto vi è il divieto di esporre la bandiera israeliana, il riconoscimento di Gerusalemme come “capitale eterna della Palestina”, il divieto di condurre attività di intelligence a beneficio di Israele così come qualsiasi forma di cooperazione con enti o istituzioni associate a tale Paese, il divieto per i cittadini iraniani di viaggiare in Israele.

Il progetto iniziale prevedeva 14 articoli, ma successivamente ne è stato rimosso uno, l’undicesimo, ritenuto il più controverso e che prevedeva il divieto di competizioni sportive per atleti iraniani e israeliani. Tuttavia, il capo della Commissione parlamentare di sicurezza nazionale e di politica estera, Mojtaba Dhul-Nur, ha rivelato, il 17 maggio, che tale articolo è stato cancellato a seguito della richiesta presentata dal Ministero dello sport iraniano. Il timore, espresso anche nei rapporti di media iraniani, è che, se un simile divieto diventasse legge, agli atleti iraniani potrebbe essere negata la partecipazione a competizioni a livello internazionale da parte delle Federazioni sportive. Dhul-Nur ha, però, riferito che l’articolo è stato rimosso prima dell’approvazione del Progetto in Parlamento, in quanto gli atleti iraniani già evitano di confrontarsi con gli atleti israeliani nelle arene sportive e, pertanto, non vi è bisogno di una legge che convinca loro a farlo.

Il secondo articolo del progetto prevede la formazione di una “ambasciata o consolato virtuale della Repubblica islamica dell’Iran” in Palestina. A tal proposito, il Ministero degli Affari esteri iraniano è stato esortato a prepararsi per una tale operazione e a prendere contatti con altri Paesi entro sei mesi dall’approvazione del progetto. L’articolo 7 sancisce, invece, che qualsiasi forma di cooperazione e di spionaggio con l’intelligence nell’interesse di Israele equivarrà a corruzione e potrebbe essere punita anche con la pena di morte.

La mossa del Parlamento iraniano si colloca in un periodo che vede il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, determinato a perseguire il piano di annessione di alcuni territori della Cisgiordania a Israele, in particolare dopo che il nuovo esecutivo di unità nazionale è stato approvato dalla Knesset il 17 maggio. La mossa ha suscitato preoccupazione a livello internazionale, oltre che del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Parallelamente, nelle ultime settimane non sono mancate le ostilità tra Israele e Iran sul suolo siriano. Nel corso degli anni Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran e il gruppo paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei suoi confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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