Cina-Malesia: tensione nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 18 maggio 2020 alle 7:14 in Cina Malesia

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Una nave da ricognizione del governo cinese sta monitorando una nave da esplorazione gestita dalla compagnia petrolifera statale della Malesia, Petronas, nelle acque contese nel Mar Cinese Meridionale. Secondo il sito Web di localizzazione navale Marine Traffic, limbarcazione cinese è entrata nelle acque vicino alla Malesia. Si è avvicinata alla nave gestita da Petronas, la West Capella, ha riferito lagenzia di stampa Reuters, specificando che anche una nave vietnamita sta monitorando la zona.

L’area è vicina alle acque rivendicate sia dal Vietnam che dalla Malesia, nonché dalla Cina, in base alla sulla storica rivendicazione su gran parte del Mar Cinese Meridionale che non è riconosciuta né dai vicini di Pechino né dalla maggior parte dei Paesi del mondo, primi fra tutti gli Stati Uniti. Gli USA, inoltre, accusano la Cina di approfittare della distrazione dovuta alla pandemia di coronavirus per avanzare nel Mar Cinese Meridionale e stabilizzare la loro presenza.

Il 15 aprile, un portavoce del Ministero degli Esteri cinese aveva dichiarato che la nave da ricognizione di Pechino, la Haiyang Dizhi 8, stava conducendo attività di normale amministrazione e aveva accusato i funzionari statunitensi di voler danneggiare il governo cinese. Una fonte di sicurezza della Malesia ha tuttavia riferito a Reuters che venerdì la nave cinese è stata un certo punto affiancata da oltre 10 navi di Pechino, tra cui quelle appartenenti alla Marina e alla Guardia costiera. L’ufficio del primo ministro della Malesia, il Ministero della Difesa e la compagnia Petronas non hanno però risposto alle richieste di commento.

Zubil Mat Som, capo dell’agenzia di controllo marittimo di Kuala Lumpur, ha confermato che la Haiyang Dizhi 8 si trova nelle acque della Malesia. “Non conosciamo il suo scopo ma non sta svolgendo attività contrarie alla legge”, ha riferito il funzionario.

Secondo i dati di Marine Traffic, la nave cinese si è trovata a circa 324 km al largo della costa della Malesia, all’interno della zona economica esclusiva del Paese. Sarebbe poi stata affiancata da una nave della Guardia costiera mentre si muoveva come a svolgere unindagine, evento già successo lanno scorso nelle acque vietnamite durante un periodo di tensione tra i due Paesi. La West Capella non è stata rilevata dai dati di tracciamento, ma alcune fonti di sicurezza della Malesia hanno assicurato che la nave era nella zona. L’Asia Maritime Transparency Initiative (AMTI), un think tank con sede a Washington DC, aveva segnalato la sua presenza lì già a ottobre. Greg Poling, direttore dell’AMTI, ha affermato che la Cina utilizza spesso tattiche di intimidazione come quelle già adottate nelle acque vietnamite, ricche di risorse “Pechino non vuole combattere qui, ma vuole intimidire”, ha affermato Polling, aggiungendo: “La Cina non ha affatto rallentato nonostante la pandemia di coronavirus. Il Vietnam ha presentato il 3 aprile una protesta ufficiale alla Cina, appoggiata dalle Filippine, in cui ha condannato il naufragio di un peschereccio vietnamita speronato da una nave di sorveglianza marittima della Guardia Costiera cinese nelle acque contese.

Il Mar Cinese Meridionale è quindi un’area fortemente contesa tra gli Stati del Sud est asiatico. Questa, rivendicata in toto da Cina e Taiwan, parzialmente da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, fornisce le rotte a un fiorente commercio del valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno ed è ricca di giacimenti minerari. La Cina frequentemente ammonisce gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono vicino alle isole occupate dalla flotta di Pechino.

Washington ha espresso preoccupazione per questo fenomeno, che ha chiamato “militarizzazione del Mar Cinese Meridionale”, poiché la potenza asiatica sta costruendo installazioni militari su isole artificiali e barriere coralline. La Cina difende le sue costruzioni perché necessarie per l’autodifesa, affermando poi che sono gli Stati Uniti ad aumentare le tensioni nella regione, inviando navi da guerra e aerei militari vicini alle isole rivendicate da Pechino.

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Chiara Gentili

di Redazione

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