Brexit: il punto dei negoziati tra Regno Unito e UE

Pubblicato il 18 maggio 2020 alle 12:41 in Europa UK

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Il ministro dell’Ufficio di governo del Regno Unito, Michael Gove, ha dichiarato di ritenere che i negoziati con l’Europa stiano procedendo in maniera positiva, ma ciò nonostante ha chiesto all’UE di mostrare maggiore flessibilità. 

È quanto rivelato, domenica 17 maggio, dalla BBC, la quale ha altresì aggiunto che le dichiarazioni di Gove sono giunte in seguito alla chiusura di un nuovo round di vertici tra i due negoziatori per la Brexit, ovvero Michel Barnier per l’UE e David Frost per il Regno Unito, il quale si è concluso lo scorso venerdì 15 maggio. 

Al termine dell’ultimo incontro, Gove ha dichiarato di ritenere che vi siano divergenze tra le due controparti, dato che a detta del ministro, Bruxelles chiede al Regno Unito di allinearsi con le proprie disposizioni nonostante Londra non faccia più parte dell’Unione Europea. Dall’altra parte, Barnier ha invece dichiarato di ritenere che il Regno Unito avanzi pretese irrealistiche, alla luce delle quali i negoziati potranno entrare in una nuova fase di stallo. 

In tale contesto, la stessa Londra ha riconosciuto di aver fatto solo piccoli progressi dall’effettiva uscita dal blocco comunitario, avvenuta lo scorso 31 gennaio, pur ribadendo di non voler prorogare i negoziati con l’Unione europea oltre il prossimo 31 dicembre, sebbene il governo britannico solleciti una proroga a causa del coronavirus.  

Uno degli elementi di maggiore contrasto tra le due parti è l’accesso alle acque per la pesca. A tale riguardo, Gove ha accusato Bruxelles di pretendere di accedere alle aree di pesca del Regno Unito nella stessa maniera in cui accedeva prima della Brexit. In tale contesto, il ministro britannico ha richiesto all’UE maggiore flessibilità, ma ha ribadito di ritenere possibile il raggiungimento di un accordo.  

Per quanto riguarda l’UE, lo scorso venerdì Barnier aveva dichiarato di essere molto deluso dall’ultimo round di negoziati e aveva invitato il Regno Unito a non pretendere di avere “il meglio da entrambi i mondi”, aggiungendo di essere determinato, sebbene non ottimista, a raggiungere un accordo con Londra. Bruxelles, ha sottolineato il suo negoziatore capo per la Brexit, non intende accettare una intesa a ogni costo e, per tale ragione, ha anche avviato lavori preparatori per l’eventuale mancato raggiungimento di un accordo, il che comporterebbe rapporti economici sulla base delle diposizioni dell’Organizzazione mondiale del commercio.  

In seguito all’esito dell’ultimo incontro tra i due negoziatori, il Financial Times rivela, lunedì 18 maggio, che le due parti hanno deciso di lavorare in maniera disgiunta per la prossima settimana, al fine di individuare come procedere. Il prossimo round di negoziati è previsto per la prima settimana di giugno e sarà l’ultimo prima che il premier del Regno Unito, Boris Johnson, incontrerà i vertici dell’UE. 

Al termine del lavoro interno, il Regno Unito renderà pubblica la propria proposta di negoziato con l’UE, insieme a un documento esplicativo sul piano volto a evitare un confine duro con l’Irlanda. Da parte sua, Bruxelles ha assicurato che esaminerà scrupolosamente le proposte del Regno Unito. 

Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea alle 23:00, ora locale, del 31 gennaio. Di fatto, Londra ha lasciato l’Unione, ma è entrata in un periodo di transizione che durerà per almeno 11 mesi, durante i quali i negoziatori dovranno definire le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione. Al momento, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è tutto da definire. In particolare, rimane da decidere l’eventuale adozione da parte di UE e Gran Bretagna di un accordo che faciliti il commercio, specie se di mercato unico. Un’intesa per rendere più agibile il commercio è probabile ma non certa. L’UE rimane il maggior partner commerciale del Regno Unito ed accedere al mercato unico è l’obiettivo finale del governo britannico. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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