Israele: ambasciatore cinese trovato morto

Pubblicato il 17 maggio 2020 alle 13:11 in Cina Israele

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L’ambasciatore cinese in Israele, Du Wei, è stato trovato morto nel suo appartamento di Herzliya, a Nord di Tel Aviv, domenica 17 maggio. A riferirlo sono stati il Ministero degli Affari Esteri israeliano e il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, che sta eseguendo le indagini sull’accaduto. Ancora non è stata fornita una causa di morte ufficiale e l’ambasciata cinese nel Paese ha dichiarato di non essere ancora in grado di confermare notizie riguardanti la scomparsa di Du Wei.

Secondo quanto riferito da Al-Arabiya, un impiegato del settore sanitario avrebbe detto alla TV di Stato israeliana, Channel 12 TV, che l’uomo è morto nel sonno per cause naturali, probabilmente per un attacco cardiaco, senza riportare segni di violenza. Du Wei era un diplomatico della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di 58 anni e aveva una moglie e un figlio che al momento della sua morte non si trovavano nel Paese mediorientale. Aveva assunto il ruolo di ambasciatore a Israele dallo scorso febbraio, dopo aver guidato l’ambasciata cinese in Ucraina dal 2016 al 2019.

Il direttore generale del Ministero degli Affari Esteri, Yuval Rotem, ha affermato di aver parlato con l’ex ambasciatore cinese a Israele, Zhan Yongxin, per esprimere le proprie condoglianze e si è detto disponibile ad aiutare l’ambasciata di Pechino per qualsiasi cosa di cui avesse bisogno.

Al-Arabiya ha riferito che la sua morte è avvenuta pochi giori dopo aver rilasciato alcune dichiarazioni in risposta alla richiesta mossa da Washington a Gerusalemme di allontanarsi da Pechino, lo scorso 15 maggio.  Il 13 maggio, durante la sua visita nel Paese mediorientale, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva messo in guardia il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, rispetto all’aumento di investimenti cinesi a Israele. In particolare, Pompeo ha fatto riferimento all’attività di molte compagnie cinesi nel Paese mediorientale che negli ultimi hanno si sono aggiudicate importanti contratti, tra cui il diritto esclusivo ci  gestire un terminal per container nel porto di Hafia, il più grande dei tre maggiori porti marittimi internazionali di Israele. L’ambasciata cinese aveva risposto dichiarando che le relazioni con Israele sono improntate sul principio di reciproco vantaggio e che i progetti in corso sono attività di mercato basate su forniture e richieste.

Negli anni, gli USA si sono più volte opposti a legami tra Israele e la RPC. Sul finire degli anni’90, Washington ha spinto Gerusalemme a cancellare un accordo di vendita di sistemi radar alla Cina. Successivamente, nel 2005, gli scambi commerciali di beni per la difesa tra Israele e la Cina sono stati interrotti, a seguito dell’opposizione USA ad un accordo sulla fornitura di radar antimissilistici. Poco prima di essere nominato ambasciatore in Israele, Du Wei aveva elogiato le relazioni tra: “La seconda economia mondiale e Israele, un Paese innovativo”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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