USA: collaborazione con Taiwan diminuisce la dipendenza economica dalla Cina

Pubblicato il 16 maggio 2020 alle 7:00 in Taiwan USA e Canada

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Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha annunciato che una società di Taiwan ha investito 12 miliardi di dollari negli Stati Uniti, aumentando l’indipendenza economica di Washington dalla Cina. 

La Chipmaker Taiwan Semiconductor Manufacturing Co’s (TSMC), una società nota per la produzione di circuiti integrati e fornitore della Apple, ha annunciato che costruirà una fabbrica di chip da 12 miliardi di dollari in Arizona. Tale iniziativa è la conseguenza di una “forte partnership” della società taiwanese con il governo degli Stati Uniti. Pompeo ha dichiarato che l’investimento rafforzerà i legami tra Stati Uniti e Taiwan. “L’annuncio di TSMC arriva in un momento critico, quando la Cina è in competizione per dominare la tecnologia all’avanguardia e controllare le industrie critiche”, ha riferito Pompeo il 15 maggio. “La struttura della TSMC in Arizona aumenterà l’indipendenza economica degli Stati Uniti”, ha aggiunto. 

Taiwan viene considerata dalla Cina una provincia con parziale autonomia, ma l’isola gode, di fatto, di un governo indipendente che si auto-definisce Repubblica di Cina (ROC), in continuità con la prima repubblica fondata sul continente cinese nel 1911 dal Partito Nazionalista Cinese (Guomindang), giunto a Taipei alla fine della guerra civile cinese nel 1949. Nello stesso anno, a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese che si definisce, invece, unico governo legittimo di tutto il popolo cinese e chiede a tutti i Paesi con cui istituisce rapporti diplomatici di accettare il principio “una Sola Cina”. 

Così come molti altri Paesi a livello internazionale, anche gli USA non hanno relazioni formali con Taiwan, in quanto dal primo gennaio 1979 hanno riconosciuto la Cina, spostando la propria sede diplomatica da Taipei a Pechino. Nonostante ciò, Washington è il maggior sostenitore dell’isola a livello internazionale, nonché il suo principale fornitore d’armi. Il 17 gennaio scorso, il rappresentante degli Stati Uniti a Taiwan, Brent Christensen, ha affermato che nel 2020 gli Stati Uniti promuoveranno ulteriormente la questione di Taiwan nel mondo, cosa che l’isola ha numerose difficoltà a fare autonomamente, a causa del blocco della sua partecipazione nella maggior parte delle organizzazioni internazionali.

La questione di Taiwan rappresenta la maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico della RPC, che non ha mai escluso la possibilità di ricorrere alla forza per risolverla. Le tensioni relative alla tematica hanno spesso avuto per teatro i mari che separano le due entità territoriali. Il 13 maggio, la Marina degli Stati Uniti ha dichiarato che un suo cacciatorpediniere ha navigato attraverso lo stretto di Taiwan, una settimana prima dell’inaugurazione del secondo mandato della presidentessa dell’isola, Tsai Ing-wen. Il Ministero della Difesa di Taiwan ha affermato che l’imbarcazione è transitata verso Sud in quella che è stata definita una “missione ordinaria”. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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