Telefonata tra Stoltenberg e Erdogan: “La NATO è pronta ad aiutare in Libia”

Pubblicato il 15 maggio 2020 alle 13:22 in Libia Turchia

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Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, il 14 maggio. I due rappresentanti hanno discusso del supporto della NATO al Governo di Accordo Nazionale libico. 

Secondo quanto riferisce il sito ufficiale della NATO, Erdogan e Stoltenberg hanno discusso, su richiesta del presidente turco, degli sforzi in corso della NATO per supportare gli alleati nella gestione della pandemia di COVID-19, ma sopratutto della questione libica. In primo luogo, il segretario generale ha elogiato la Turchia per il suo supporto agli alleati e partner, attuato tramite l’invio di attrezzature mediche. L’intervento di Ankara è arrivato in risposta alle richieste avanzate dal Centro di Coordinamento alle Catastrofi Euro-Atlantiche della NATO.

In secondo luogo, Erdogan e Stoltenberg hanno discusso della situazione in Libia. Il segretario generale ha sottolineato che la posizione della NATO rimane “coerente”. Tuttavia, secondo quanto si legge sul sito ufficiale dell’Alleanza, “la NATO è pronta ad aiutare la Libia nella costruzione di istituzioni di difesa e sicurezza, in risposta alla richiesta del primo ministro del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di assisterlo per rafforzare le sue istituzioni di sicurezza”. Stoltenberg ha poi specificato che qualsiasi assistenza della NATO alla Libia terrà conto delle condizioni politiche e di sicurezza e sarà fornita in piena complementarità e in stretto coordinamento con altri sforzi internazionali, compresi quelli delle Nazioni Unite e dell’UE. 

Erdogan ha più volte ribadito il proprio sostegno alle forze tripoline del GNA contro il generale Khalifa Haftar, che ha lanciato una campagna militare per prendere Tripoli, il 4 aprile 2019, che è ancora in corso. Ankara sostiene che Haftar voglia istituire una “dittatura militare” in Libia e si è detta pronta a sostenere il popolo libico nella difesa del Governo di Accordo Nazionale, con il fine ultimo di giungere ad una risoluzione politica. I rapporti tra Tripoli e Ankara si sono rafforzati a partire dal 27 novembre 2019, quando Erdogan ha firmato con il GNA alcuni memorandum d’intesa per intensificare la cooperazione in materia di sicurezza e nel settore delle attività marittime, nella contesa area del Mediterraneo orientale. Successivamente, il 2 gennaio 2020, il Parlamento turco ha approvato un decreto che ha autorizzato il governo a inviare le proprie truppe in Libia, a supporto di Tripoli. 

Le dichiarazioni della NATO giungono dopo che, il 14 maggio, Haftar e le sue forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) hanno colpito alcune aree residenziali del centro della capitale Tripoli e un ospedale, causando il ferimento di almeno 14 civili. Tuttavia, si tratta di una delle numerose violenze susseguitesi negli ultimi mesi. La Libia continua ad essere testimone di una perdurante instabilità, derivante dalla guerra civile scoppiata il 15 febbraio 2015. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica. 

La Libia è quindi divisa in due principali schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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