NATO: il nucleare al centro di una disputa tra Germania e Stati Uniti

Pubblicato il 15 maggio 2020 alle 10:30 in Germania USA e Canada

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Il capo dell’intelligence degli Stati Uniti, Richard Grenell, ha accusato la Germania di minare alle capacità di deterrenza nucleare della NATO, riferendosi in particolare al partito minore della coalizione di governo, l’SPD, i cui leader invocano al disarmo. 

Nello specifico, secondo quanto rivelato da Reuters, giovedì 14 maggio, le accuse di Grenell giungono in seguito alla richiesta del leader parlamentare dell’SPD, Rolf Muetznich, in merito al ritiro delle armi nucleari statunitensi stazionate in Germania, contrariamente a quanto sostenuto dal partito della cancelliera, Angela Merkel. 

In risposta, pubblicando un editoriale su un giornate tedesco, il Die WeltGrenell, il quale è anche ambasciatore di Washington a Berlino, ha dichiarato di ritenere che sia il caso per la Germania, invece di compromettere il meccanismo di solidarietà su cui si basa la deterrenza nucleare della NATO, di perseguire gli impegni assunti nei confronti dei suoi alleati e di investire nella partecipazione al programma nucleare della NATO. Da ciò, ha aggiunto Grenell, ne deriva che alla luce della recente disputa interna sul nucleare, la Germania debba chiarire la sua posizione al fianco dei suoi alleati. 

Tale questione, ha sottolineato Reuters, è da inserirsi nel quadro delle discussioni tra Washington e Berlino in materia di difesa, incrementate nel corso del mandato presidenziale di Donald Trump, il quale ha più volte richiesto alla Germania di aumentare la sua spesa in difesa e ha accusato Berlino di essere un ostaggio della Russia, dalla quale il territorio tedesco dipende per la fornitura di gas. 

Tuttavia, Reuters evidenzia anche che le parole di Grenell sono giunte a un giorno di distanza dalle rivelazioni di Merkel in merito al ruolo della Russia nell’attacco cibernetico, definito “oltraggioso”, che nel 2015 aveva colpito il Parlamento tedesco. 

In linea con ciò, Grenell ha ricordato che le minacce alla sicurezza europea evidenziate dagli Stati Uniti non sono il frutto di opinioni anacronistiche, ma l’intervento russo in Ucraina, lo stazionamento da parte di Mosca di nuove armi nucleari al confine con l’Europa e le nuove capacità militari della Cina, della Corea del Nord e di altri Paesi evidenziano che la minaccia sia ancora presente. 

Il dibattito sul nucleare in Germania, secondo quanto ricostruito da Reuters, si è riacceso da quando il Ministero della Difesa tedesca aveva rivelato, ad aprile, di voler compare 45 aerei caccia dalla Boeing, azienda statunitense, per sostituire quelli già in dotazione della Germania, i Tornado, di manifattura, ormai datata, italo-anglo-tedesca.  

In caso di completamento dell’operazione di acquisto, la Germania rinnoverebbe di fatto, passandone il compito agli F-18, l’accordo di condivisione del nucleare con gli Stati Uniti, il quale prevede che i velivoli trasportino bombe nucleari statunitensi in caso di scoppio di una crisi. Al contrario, in caso di mancato acquisto degli F-18, i Tornado non sarebbero più operativi del 2030, ponendo, quindi, fine all’accordo sulla condivisione del nucleare con Washington.  

In tale contesto, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, aveva dichiarato, lo scorso 11 maggio, che il sostegno della Germania al programma di condivisione della NATO è fondamentale per la protezione della pace e della libertà nella regione Euroatlantica. In aggiunta, il segretario generale dell’Alleanza Atlantica aveva chiarito che per gli Alleati, finché esisterà il nucleare la NATO rimarrà un’Alleanza nucleare. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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