Medio Oriente e Nord Africa: il vertice tra colleghi europei

Pubblicato il 15 maggio 2020 alle 17:08 in Europa Medio Oriente

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I ministri degli Affari Esteri di Spagna, Austria, Danimarca, Grecia, Croazia, Cipro, Malta, Paesi Bassi, Ungheria, Polonia, Portogallo, Francia, Germania, Italia e Svezia hanno discusso, in un vertice in videoconferenza, della politica europea in Medio Oriente e Nord Africa.  

L’incontro, che si è tenuto giovedì 14 maggio, è giunto in preparazione del Consiglio europeo dei ministri degli Affari Esteri, programmato per il giorno successivo e dedicato, tra i vari temi, alla Politica dell’UE in materia di vicinato, la quale è destinata a dieci Paesi, ovvero Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia. 

In particolare, secondo le dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nikos Dendias, al termine del vertice, i 15 Paesi hanno concordato sulla necessità di rafforzare la cooperazione con i partner che l’UE ha in Medio Oriente e in Nord Africa, soprattutto alla luce dell’impatto del coronavirus sulla sicurezza e la stabilità regionale. In tale contesto, i ministri hanno sottolineato l’importanza di garantire l’assistenza da parte dell’UE nel miglioramento delle condizioni socioeconomiche, dei sistemi sanitari e delle tutele nei confronti dei soggetti più vulnerabili dei Paesi interessati.  

A tale riguardo, il viceministro agli Affari Esteri dell’Italia, Marina Sereni, ha evidenziato, come rivelato dal Ministero di Roma, la necessità di adottare una nuova politica europea di Vicinato, la quale si rivela fondamentale per contrastare efficacemente la diffusione del coronavirus e le nuove minacce, soprattutto in materia di destabilizzazione della regione, che possono giungere dai Paesi meridionali, prima tra tutte la Libia e il Sahel. In tale contesto, l’Italia, ha rivelato il viceministro, accoglie la proposta, avanzata dal ministro spagnolo, Arancha Gonzalez, di destinare adeguate risorse e attenzione per i Paesi del vicinato meridionale dell’UE, incrementando la cooperazione con gli Stati Partner, in particolare in settori chiave come l’ambiente, il clima e la salute. In linea con ciò, Sereni ha invitato l’UE a discutere con lungimiranza di una nuova strategia di rilancio delle relazioni con tali Paesi. 

In aggiunta, i 15 ministri hanno discusso della necessità di contrastare in modo efficace le campagne di disinformazione che si sono verificate in Stati terzi, finalizzate a compromettere la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni europee.  

Un altro dei temi discussi nel corso del vertice è stato l’immigrazione. In particolare, i 15 omologhi si sono confrontati sulla possibilità di incrementare la collaborazione e il coordinamento con i Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, al fine di migliorare la gestione delle rotte migratorie e la risposta all’immigrazione clandestina, individuandone e contrastandone le cause originarie. In aggiunta, i ministri hanno discusso delle strategie di rimpatrio, consapevoli della necessità di tutelare i diritti umani dei migranti.  

Per quanto riguarda, invece, il tema della sicurezza energetica dell’Unione Europea, i ministri dei 15 Paesi hanno evidenziato il potenziale offerto dalla regione orientale del Mediterraneo, oltre che dalle energie rinnovabili. A tal proposito, Dendias ha evidenziato i meccanismi di cooperazione trilaterale che Cipro e Grecia hanno avviato con i Paesi vicini della regione.  

Al termine del vertice, i 15 ministri hanno altresì deciso di convocare, non appena possibile, un incontro con i Paesi del vicinato meridionale dell’UE. 

Il tema degli effetti del coronavirus sul quadro securitario globale e regionale era emerso già lo scorso 12 maggio, nel corso del vertice in video conferenza tra i ministri della Difesa dell’UE. Nello specifico, gli omologhi, insieme all’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Unione, Josep Borrell, avevano concordato, consapevoli delle ricadute del coronavirus sull’economia dei Paesi, di assicurare al settore della Difesa i fondi necessari, sia a livello di bilancio interno, sia europeo. La decisione, come dichiarato da Borrell, deriva dalla consapevolezza che la pandemia con molta probabilità “deteriorerà il sistema securitario dei prossimi anni”, il che rende ancora più necessario il rafforzamento della Difesa e della Sicurezza dell’UE.  

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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