L’Algeria ai ferri corti con la diplomazia del Marocco per “commenti ostili”

Pubblicato il 15 maggio 2020 alle 15:25 in Algeria Marocco

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L’Algeria ha convocato l’ambasciatore del Marocco ad Algeri per discutere dellaffermazione di un diplomatico marocchino giudicata ostile nei confronti del Paese ospitante. In particolare, il console della cittadina algerina di Orano, secondo fonti interne, avrebbe parlato dell’Algeria come di un “Paese nemico. Il commento è stato rilasciato mentre il console si rivolgeva a una folla di marocchini riuniti fuori dal consolato di Orano per chiedere il rimpatrio durante la pandemia di coronavirus. In risposta alle dichiarazioni, il ministro degli Esteri di Algeri, Sabri Boukadoum, ha convocato l’ambasciatore marocchino per chiedergli informazioni sui presunti commenti.

“Laffermazione del console generale, se confermata, è una grave violazione delle abitudini e dei costumi diplomatici, che non può essere tollerata”, si legge nella dichiarazione del Ministero degli Esteri di Algeri, che ha consigliato al Marocco di “prendere le misure appropriate per evitare eventuali ripercussioni di questo incidente sui rapporti tra i due Paesi. I media marocchini, dal canto loro, hanno negato le accuse rivolte al console di Orano e hanno affermato che i suoi commenti sarebbero stati distorti.

Algeri e Rabat stanno cercando da decenni di riparare le loro relazioni, caratterizzate da tensioni fin dall’indipendenza dei due Paesi dai poteri coloniali. Nell’ottobre 1963, hanno combattuto la guerra delle sabbie, scaturita da un contenzioso territoriale per le zone di frontiera di Bechar e Tindouf, che ha peggiorato ulteriormente i rapporti. Il conflitto si è concluso nel febbraio 1964, grazie alla mediazione di parti terze quali Stati Uniti, Lega Araba e Unione dell’Unità Africana, che sono riuscite a far concordare un cessate il fuoco tra i due Paesi. Successivamente, nel 1972, Marocco e Algeria hanno delineato i confini per cercare di sedare le tensioni che, tuttavia, sono continuate nel corso degli anni, fino alla chiusura ufficiale delle frontiere, avvenuta nel 1994.

Un altro motivo di contrasto tra Rabat e Algeri è costituito dalla questione del Sahara Occidentale, risalente al 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco annesse una parte di tale area, situata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).

Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale, mentre il Fronte Polisario continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. Il Fronte controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a est delle mura di difesa del Marocco. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale, ma a Tindouf, città dove il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi che, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, soffre per la mancanza di aiuti umanitari e per malnutrizione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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