Italia-Libia: incontro sull’immigrazione a Tripoli

Pubblicato il 15 maggio 2020 alle 17:13 in Immigrazione Italia Libia

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Il ministro dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, Fathi Bashaga, ha incontrato, insieme ad alcuni suoi funzionari, una delegazione dellItalia, presieduta dall’ambasciatore Giuseppe Buccino, per discutere della questione dell’immigrazione irregolare. Bashaga ha sottolineato la necessità di prestare la dovuta attenzione al fenomeno dellimmigrazione clandestina”, in quanto rappresenta una delle maggiori preoccupazioni di Tripoli, soprattutto alla luce della situazione attuale nel Paese nordafricano. In particolare, secondo il GNA, si tratta di una questione problematica che minaccia la sicurezza nazionale di tutti i Paesi interessati. Il ministro libico ha fatto riferimento, durante lincontro di mercoledì 13 maggio, ai precedenti accordi raggiunti tra Libia e Italia in materia di lotta allimmigrazione e ha affermato che i due Paesi continueranno a collaborare per garantire la sicurezza del Mediterraneo.

Lintesa tra Roma e Tripoli in materia di immigrazione di basa sul Memorandum bilaterale firmato nel 2017 e rinnovato nel febbraio 2020. In base a tale accordo, l’Italia si impegna a finanziare le infrastrutture di accoglienza della Libia e a fornire sostegno alle autorità per il contrasto all’immigrazione irregolare. Tuttavia, come sottolineato, giovedì 14 maggio, dal ministro degli Esteri italiano, Luigi di Maio, in unaudizione alle commissioni Esteri di Camera e Senato, Roma aveva richiesto, già lo scorso 3 febbraio, all’indomani del rinnovo dell’accordo per ulteriori 3 anni, che fossero apportate alcune modifiche al documento, in vista di una maggiore tutela dei diritti dei migranti.La Farnesina ha poi ricordato di aver inviato alla Libia la bozza dell’accordo rivisto e di essere in attesa di un suo riscontro. Il memorandum dintesa sul contrasto allimmigrazione illegale aveva attirato pesanti critiche soprattutto in merito alle condizioni dei centri di detenzione libici per i richiedenti asilo. A tale riguardo, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese aveva già annunciato di voler procedere con la graduale chiusura delle strutture già esistenti, che verrebbero sostituite da centri gestiti direttamente dalle Nazioni Unite. Da parte sua, il capo libico dell’Agenzia per l’immigrazione illegale, Mabrouk Abdel Hafeez, ha spiegato, durante lincontro di mercoledì 13 maggio, che i centri di detenzione per i migranti e i richiedenti asilo hanno bisogno di supporto finanziario e logistico e ha specificato che le strutture di detenzione non dovrebbero trovarsi all’interno delle aree residenziali.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri di Maio ha sottolineato, durante laudizione di fronte a Camera e Senato, che la priorità è quella di favorire la pace in Libia e garantire il rispetto dellembargo sulle armi. A tal proposito, dal primo aprile 2020, è attiva nel Mediterraneo la missione dell’Unione europea, a guida italiana, conosciuta con il nome di Irini, unoperazione aerea e navale volta ad assicurare la cessazione del trasferimento di armi e mercenari verso la Libia. L’Italia, ha annunciato il ministro, impegnerà 500 dei suoi militari, che non si recheranno sul terreno, ma si alterneranno nelle operazioni navali e aeree.  Irini sarà guidata dal comandante Fabio Agostini e il suo quartier generale sarà a Roma. La missione si avvarrà di navi e mezzi aerei e satellitari. Potrà condurre ispezioni in alto mare, al largo della Libia, su imbarcazioni sospettate di trasportare armi o materiale similare, secondo quanto stabilito anche dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Tra i compiti secondari di Irini, sono compresi il monitoraggio e la raccolta di informazioni sull’export illegale di petrolio, il supporto alle operazioni e il contributo all’addestramento della Guardia Costiera libica e ai militari della marina, il sostegno allo smantellamento delle reti di trafficanti. La durata della missione è stata momentaneamente fissata a un anno, quindi Irini sarà operativa fino al 31 marzo 2021. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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